16 giugno 2006

Mi ricordo la Graziella

Mi ricordo delle due paia di scarpe di mia madre. Un paio per l'estate, aperto dietro. L'altro per l'inverno, chiuso, un po' alto a mo' di stivaletto. Mi ricordo di tutte le volte che mio padre diceva a mia madre che è meglio così, che si mangi pane e cipolla, che poi pensandoci pane e cipolla sebbene fosse qualcosa che gli andava vicino. mi ricordo di tutti i vestiti fatti con centrini di colore rosa, del duro del cappellino in tricot inamidato. E della Graziella blu, che mia madre diceva che una bici così bella lei non l'aveva avuta mai. (Ricordo di Scrivana)

8 Comments:

Anonymous Anonimo said...

oddio! non mi ero accorta che si poteva commentare! Anche io avevo una graziella blu...ma le facevano solo blu?Io ci andavo prevalentemente avanti e in dietro sul balcone di casa dei miei....non ricordo che mi tolsero le rotelline bianche, piccole....
spalluzza

11:10 AM  
Blogger melpunk said...

spalluzza
eccome! quando vuoi

6:39 PM  
Anonymous acquadirosa said...

Anche la mia era blu, tinta poi di arancione in età avanzata. Veramente era di mia mamma, ma insomma. Un simbolo della mia semilibertà, la graziella.

8:54 PM  
Blogger yzmaladolce said...

io ce l'ho ancora la mia graziella blu, non ho cuore di buttarla :)

12:08 AM  
Blogger melpunk said...

yzma
conservala!!!!!

12:21 AM  
Anonymous Anonimo said...

qui a roma la Cicloofficina organizza le Grazielliadi al Circo Massimo!
Potresti partecipare!
spalluzza

3:28 PM  
Anonymous Pannonica said...

Io ricordo quell'osceno sistema di frenata che dovevi pedalare indietro con tutta la forza che avevi.
Nella ripidissima discesa del giardino di casa, all'età di dieci anni, quel sistema mi tradì, e mi mandò dritta nel pollaio dei dirimpettai. Con fuga di galline e urla di mia madre.

5:15 PM  
Anonymous Anonimo said...

Colore bianco, parafanghi cromati, frenata importata dai cicli dei bersaglieri, pieghevole, pesante, con un cestino metallico in dotazione, sellino ampio,(stranamente blu) e tappi per camera d'aria da automobile. Era di mia sorella, quella grande, ma in verità è stata sempre mia, chissà in quale cantina è finita, traslogo per traslogo.

2:56 PM  

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