18 dicembre 2006

Mi ricordo la linea

Carosello non era la pubblicità. Era il mio appuntamento serale con Caballero e Carmencita, con Calimero, con Titti e Silvestro, coi bambini che saltavano sul materasso e cantavano bidibodibù; ma soprattutto, con quel personaggio fantastico che parlava un linguaggio incomprensibile e che prendeva forma dalla stessa linea sulla quale camminava senza sosta. Era lui, Linea. Io lo chiamavo l’omino magico. Era chiacchierone, capriccioso, se la prendeva con tutti. Aveva una una risata fragorosa e contagiosa, e una vocina stridula con cui comunicava anche col suo disegnatore del quale si vedeva la mano che interveniva per completare o solo per disturbare le avventure di Linea. Lungo il cammino (nell’incessante ricerca delle pentole Lagostina, aggiungo col senno di poi), gliene succedevano di tutti i colori: gli cadevano addosso degli oggetti, trovava strumenti musicali, pistole, aerei. E quella mano era sempre lì, pronta a ridisegnare ciò che un incidente aveva portato via (il naso o un piede) o a disegnare ciò che Linea richiedeva. Non capivo cosa cercasse, allora, ma ero affascinata dal suo linguaggio, dalle sue arrabbiature, dal suo modo di comunicare con quel signore che, beato lui, riusciva a capire le parole che l’omino magico gli bisbigliava nell’orecchio. Una volta, appena finito il Carosello, mia madre mi disse che se fossi andata subito a letto mi avrebbe fatto vedere una cosa “segreta”. Allora spense la televisione e mi fece guardare quel puntino luminoso rimasto al centro dello schermo scuro. Mi disse che era l’omino magico e che si stava addormentando anche lui. Piano piano, quel puntino diventava sempre più piccolo perché anche lui stava chiudendo gli occhi… e dovevamo fare piano… e andare a dormire… altrimenti lo avremmo svegliato… Io protestai agitando le braccia proprio come l’omino magico, dicendo che ero grande e che non le credevo. E andai a letto, borbottando. Durante la notte mi alzai. Andai in soggiorno in punta di piedi, attenta a non svegliare nessuno. E diedi la buonanotte alla televisone. Mi ricordo di Pannonica

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

la Linea di Cavendoli....mervigliosa!!!! posso consigliare agli amanti di questo sottilissimo personaggio un libro + cd: "Osvaldo Cavendoli, Mister Linea e quell'incredibile venerdì 17" uscito per Gallucci editore. è sempliecmente...dolcissimo!
spalluzza

12:12 AM  
Anonymous panonica said...

meraviglia, spalluzza.. lo acquisterò di sicuro. grazie!

1:04 AM  
Anonymous DarioG said...

Anche a me piaceva tantissimo! Una gran bella idea.

2:18 PM  
Anonymous Anonimo said...

La Linea non c'è più:
http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/200703archive001.asp#1173683852001

Ciao.

10:14 AM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home