21 ottobre 2006

Mi ricordo i Giochi senza Frontiere

Piscine, giochi divertenti, competizione, città europee, estate. Così mi ricordo, in breve, i Giochi senza Frontiere. Quanto nacqui andavano già in onda, e sono andati avanti per molti anni. Le squadre di città e cittadine europee si sfidavano in ogni puntata coinvolte in prove immaginifiche, spesso con l’uso di acqua, e pupazzi, schiume, palloni, scenografie. Era una sfida internazionale, questa cosa faceva effetto. E poi c’erano i giudici, quelli storici: Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. A distanza di tempo potrebbero ora sembrarmi due mentecatti, ma all’epoca erano due tipi ganzissimi armati di fischietto che quando annunciavano il File Rouge non c’era mica da ridere. Perché, in fondo, noi bambini quelle gare divertenti, scanzonate e fatte apposta per il caldo estivo, in fondo, le vivevamo come delle sfide serie. E, mi ricordo, la mia annunciatrice preferita era Rosanna Vaudetti.

11 Comments:

Blogger yzmaladolce said...

La Vaudetti aveva il sorriso della Clerici
(io non so nuotare e invidiavo i concorrenti impegnati in giochi acrobatici nell'acqua) :-)

2:21 PM  
Blogger melpunk said...

yzma
devi imparare a nuotare!!! sì ma la vaudetti è più fine.

3:24 PM  
Anonymous Pannonica said...

che bel ricordo... noi da bambini ci riproponevamo gli stessi giochi, con alcune varianti (tipo la lotta e le pietrate di pomice).
ci giocavamo il jolly nelle gare di nuoto (ma vabbè, si giocava in casa...)

3:55 PM  
Anonymous Anonimo said...

cominciavamo ad aprirci all'Europa

6:44 PM  
Blogger melpunk said...

pannonica
sì si facevano giochi similari

anonimo
è vero, in tv si incominciava a "contattare" l'estero

1:11 PM  
Anonymous Anonimo said...

che bella la Vaudetti, e poi i mitici giudici di gara con la giacca e la cravatta, impeccabili anche in mezzo agli spruzzi, al sapone.....
a pensarci bene mi ricordo che era un appuntamento settimanale (di metà settimana o di sabato?, forse più di sabato) che tutta la famiglia aspettava. una delle poche occasioni di condividere qualcosa...
spalluzza

9:33 PM  
Blogger melpunk said...

spalluzza
sì era un evento collettivo, che coinvolgeva tutti. e poi la vaudetti, che classe

11:59 PM  
Anonymous DarioG said...

scusami x l'intrusione...
si potrebbe inserire un "mi ricordo Papa Luciani"? Non per altro... ma perché ho una grande stima di lui "pur essendo" Papa :-)
Dario

3:43 AM  
Blogger melpunk said...

dariog
e come no. la aspetto, allora
mel

5:08 PM  
Anonymous DarioG said...

Ciao Melpunk, eccomi :-)
Se lo pubblichi, allora cancellalo di qua!


Mi ricordo Papa Luciani

Avevo... sì, undici anni e mezzo. Dei papi e del vaticano non mi era mai interessato molto. I miei mi mandavano in chiesa, perché "si faceva così": mia madre era ed è credente e praticante (anche se fatico a capire che cosa significhi per lei) mentre mio padre da buon comunista non ne capiva il senso e cacciava insulti sulla chiesa e la DC ogniqualvolta ce n'era occasione.
Beh, insomma, Paolo VI era morto. Poco male: il grigiore, il piattume... la chiesa nella sua concezione più "antica" (ossia, vecchia). Niente di particolarmente interessante: un po' come le solite, frequenti, elezioni politiche.
Ma ecco che... il conclave. Il mio primo conclave. Ero in vacanza, sulle montagne piemontesi, tra un compito per le vacanze e un pomeriggio nella mia prima sala giochi, tra tutti quei computer che già mi appassionavano.
Ed ecco il nuovo Papa.
Mamma, ma questo Papa sorride. Lo dicono tutti, è un Papa diverso. E' un nuovo Papa buono (anche perché l'altro, chi l'aveva conosciuto?). Che bello sentire parlare il Papa. E' una persona buona. Parla un linguaggio semplice, fa star bene anche i bambini.
Dice tante cose belle, tante cose buone.
Che lui volesse anche scardinare lo IOR e gli intrallazzi della chiesa (intesa in senso deteriore), oltre al latinorum, l'avrei capito solo molti anni dopo: ma quell'estate ero davvero contento.
Per la prima volta la chiesa "aveva un senso, una ragione di esistere".

Ma... come? E' morto? Ma come può essere morto? Dopo solo... un mese? No...

Già sono tifoso del Toro, e di cose belle durate poco me ne intendo.
L'hanno avvelenato, lo dissero tutti. L'hanno fatto fuori.
Boh.

La breve e sorridente parabola di Albino Luciani fu una cosa che mi entrò dritta nel cuore, in quell'inizio d'autunno 1978.

3:15 AM  
Anonymous Anonimo said...

dario che bel mi ricordo....e come ti capisco sono tifosa del toro anche io !!!


ma qualcuno si ricorda i giochi di giochi senza frontiere ???

4:46 PM  

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