28 settembre 2006

Mi ricordo l'antifascismo alle elementari

L'antifascismo e' un valore che andrebbe insegnato a scuola ai bambini piccoli. Io mi ricordo quando lo insegnavano alle scuole elementari. Mi ricordo delle maestre che lo insegnavano. In particolare mi ricordo della mia maestra. Adesso direte che qualunque cosa si insegni ad un bambino piccolo, questo verra' assimilato come normale. La mia maestra delle elementari prima di cominciare la lezione ci faceva dire le preghiere (un sacco di preghiere!) tutti i giorni. Io oggi sono ateo. La mia maestra delle elementari, non tutti i giorni, ci faceva cantare delle canzoni. Tra le canzoni che ancora ricordo per intero c'e' "La leggenda del Piave", "Bella ciao" ed una canzone per Sandro Pertini che faceva: "caro nonno, presidente, ti vogliamo tanto bene veramente...". Sandro Pertini. Sandro Pertini partigiano. Sandro Pertini che nel 1983 (e non chiedetemi come me lo ricordo, ma me lo ricordo!) disse il 31 Dicembre a reti unificate davanti alla nazione (il testo lo ricopio da un appunto volante preso qualche anno fa non so dove) parlando di Ariel Sharon:
"Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E' una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell'orrendo massacro. Il responsabile dell'orrendo massacro e' ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E' un responsabile che dovrebbe essere bandito dalla societa'"
Ed ogni lunedi' la mia maestra delle elementari ci faceva fare "il riassunto". Lei ci leggeva una storia e noi scrivevamo quello che ci ricordavamo. Io ancora oggi ricordo il "Tiremm innanz" di Amatore Sciesa, la rosa di Maroncelli e altre storie da "Le mie Prigioni" e poi chi erano Ciro Menotti, i fratelli Bandiera, Guglielmo Oberdan e tantissimi altri. La mia maestra delle elementari ci faceva mandare giu' a memoria anche tante poesie: "Sant'Ambrogio", "La spigolatrice di Sapri"... Ecco, quando alla vigilia del 25 Aprile ho guardato un sondaggio in cui chiedevano cosa significava quella festa agli italiani e troppi di questi farfugliavano cose ne' in cielo, ne' in terra io mi chiedevo, ma dove sono andati a scuola questi? Questo post e' un omaggio alla memoria della mia maestra delle elementari, signora Gemma Pierantoni. (Mi ricordo di Botulinux)

9 Comments:

Anonymous Anonimo said...

purtroppo la scuola italiana oggi versa in pessime condizioni. spesso si cerca di far ricadere la responsabilità sugli insegnanti, che forse in parte ne hanno, ma io credo che gran parte della responsabilità sia proprio politica, diciamo pure governativa. l'obiettivo, spesso raggiunto, è quello di spegnere il cervello di tutti questi pericolosi pargoletti che una volta cresciuti se dotati di strumenti giusti potrebbero porsi troppe domande. allora ecco che vedi dei tristissimi libri scolastici in cui i fatti storici più importanti sono riportati in una maniera talmente banalizzata, pappettizzata ed elementare da sembrare spesso un film di walt disney. mia figlia, che pure è sveglia ed intelligente, probabilmente non sarebbe in grado di studiare su nessuno dei libri che ho utilizzato io quando andavo a scuola.
spalluzza

3:06 PM  
Blogger melpunk said...

spalluzza
credo tu abbia ragione. mi riferisco all'ultimo pensiero del tuo commento. ciò che era trasmesso a noi (con tutti gli eventuali errori) oggi non sarebbe più trasmittibile. credo ci siano stati dei cambiamenti profondi nel contenuto come nel modo in cui il sapere viene trasmesso ai ragazzi. e dall'altra parte non c'è più l'abitudine a recepire nel modo in cui lo facevamo noi. o come era richiesto a noi

9:39 PM  
Anonymous Anonimo said...

MMhh.. Ho sempre pensato il contrario che l'antifascismo fosse insegnato in modo troppo retorico e insistente. Ma forse mi sbagliavo. O forse tu avevi una braava maestra.
baju

4:53 AM  
Anonymous pOg said...

forse ci avevo una brava maestra.
cmq credo che, retorico o no, oggi nn lo si spieghi mica tanto cosa e' stato (ehm... e cosa e'!) l'antifascismo.

12:14 PM  
Anonymous Anonimo said...

'Sto discorso potrebbe non finire più. Tanto o poco se spiegato con retorica, perchè "si deve", perde di significato... Non si comprende nè si assimila il valore e diventa impossibile capire cosa è antifascismo- e fascismo- oggi.
baju

11:53 AM  
Anonymous CalMa said...

Mi ricordo una giornata dell'antifascismo al mio liceo, invece. Nell'aula magna, tutti stipati in fondo a fumare e a fa' burdell'. Sulla cattedra, tra gli altri, una vecchia che aveva fatto la resistenza. Parlavano parlavano e parlava pure lei. Le portarono una tazzina di caffé. Avvicinò le labbra al bordo e... "SHHHHHHHHHH!!!!!!" quattrocento ragazzi in contemporanea a fare il verso di chi zuca un caffé troppo bollente. Tra quelli anche io. Rimase folgorata, annichilita. Peccato non averne uno scatto oggi. Finimmo sui giornali, sul "Mattino", per la precisione. Ed era un liceo, il G.B.Vico, notoriamente di sinistra.

9:17 AM  
Anonymous Anonimo said...

Vittorio Vidali

7:08 PM  
Anonymous ezio said...

io mi ricordo che ci facevano cantare "Sole che sorgi" (anni sessanta).
Ezio

8:28 PM  
Blogger socioweb said...

Il ricordo di un bambino di oggi, Alessandro

3:11 PM  

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