<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164</id><updated>2011-11-24T01:39:15.275+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>45</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-117534352156453526</id><published>2007-03-31T16:13:00.000+03:00</published><updated>2007-03-31T16:18:41.580+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo le figurine Panini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/1600/151586/esterne181257341805134911_big.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/400/371103/esterne181257341805134911_big.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Quell'odore di colla che si sprigionava quando aprivamo il pacchetto di
"figiu" o "figu" o come le si volevano chiamare, negli anni '70...
quella è la cosa che per noi significherà sempre "Album di figurine".

I miei genitori erano contrari alle figurine dei calciatori (come dargli torto, peraltro, col senno di poi ma anche di allora!) e quindi per me
le prime raccolte furono "Tutta Italia" e subito dopo "Tutta Europa":
una specie di raccolta fotografica dei posti italiani ed europei, con
notizie storiografiche, geografiche, curiosità (a dire il vero, queste
non erano della Panini). E poi quella sugli Animali Preistorici. E poi,
una sui cani e i gatti. E, finalmente, il calcio fu per me "sdoganato"
con Euro Football '76 (dovrei ancora avercela da qualche parte, ma 
credo di ricordare il nome correttamente): una raccolta degli scudetti/stemmi
di tutte le squadre europee. Già, il Toro era in coppa dei campioni qull'anno, come potrei dimenticarmelo. E così l'anno dopo potei raccogliere anche le figurine dei calciatori italiani, la raccolta "Panini" per eccellenza. Le "figu" ti servivano
anche per non essere isolato a scuola, perché durante l'intervallo si
giocava a scambiarsele e si facevano anche delle vere e proprie sfide 
ai limiti dell'azzardo! Il pacchetto da 4 figurine costava 25 lire, quello 
da 8 50.... e poi, in teoria esisteva ache un pacchetto da 100 lire, 
che però io non trovai mai... Ma in realtà il calcio non mi aveva mai appassionato molto, e così, poco dopo i Mondiali di Argentina '78, io iniziai ad allontanarmi dalle figurine. Anche perché, in fondo, ero diventata grande.
Chissà se qualcuno prenderà il posto del signor Panini, nell'era di
internet.

Mi Ricordo di &lt;a href="http://ioelasalle.splinder.com"&gt;Ioelasalle&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-117534352156453526?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/117534352156453526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=117534352156453526&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/117534352156453526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/117534352156453526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2007/03/mi-ricordo-le-figurine-panini.html' title='Mi ricordo le figurine Panini'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-117171053639118748</id><published>2007-02-17T13:07:00.000+02:00</published><updated>2007-02-17T13:08:56.406+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo La Nonna del Corsaro</title><content type='html'>Mi ricordo della *Nonna del Corsaro Nero*, agli inizi degli anni '60: 
un 
bellissimo musical per ragazzi.
C'erano Anna Campori che faceva Giovanna, la Nonna; Giulio Marchetti 
che 
faceva il maggiordomo salace e Pietro De vico il Nicolino balbuziente.

Il più bel programma per ragazzi che io abbia mai visto. Avventure 
divertenti, balli e parodie di canzoni.

Adesso, di Giovanna la Nonna del Corsaro Nero mi è rimasto soltanto il 
libro 
di Vittorio Metz, il grande umorista (che aveva ispirato la storia e la 
sceneggiava).

La RAI, per problemi di archivio (?), bruciò tutte le pizze del 
musical.

Per fortuna che mi ricordo.


Mi ricordo di &lt;a href="http://mariastrofa.splinder.com"&gt;Mariastrofa&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-117171053639118748?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/117171053639118748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=117171053639118748&amp;isPopup=true' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/117171053639118748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/117171053639118748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2007/02/mi-ricordo-la-nonna-del-corsaro.html' title='Mi ricordo La Nonna del Corsaro'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116819825251445162</id><published>2007-01-07T21:29:00.000+02:00</published><updated>2007-01-07T21:30:52.556+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo Bernacca e la Vaudetti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/1600/609516/bernaccaunob.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/320/733102/bernaccaunob.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
E allora eccoli!
La bellissima coppia.
Lei dolce e sorridente mi accompagnava a letto tutte le sere. Eh si! 
All'epoca si andava a letto dopo Carosello, almeno io. Ma io aspettavo 
che leggesse i programmi prima e dopo Carosello. Qualche anno dopo, 
quando da bianco e nero divenne a colori, mise gli occhiali e li 
toglieva con estrema grazia. era una donna, non so perché uso il 
passato, arguta ed intelligente, con un grande senso dell'umorismo o 
almeno questo è ciò che mi è restato di lei.
Lui era un colonnello, IL COLONNELLO. Il Colonnello Bernacca. E le sue 
previsioni del tempo erano bellissime. Aspettavo quelle previsioni del 
tempo come si aspetta qualcuno che ci racconterà una favola 
meravigliosa. Parlava con voce calda e tranquilla di anticicloni e 
millibar e li mostrava sulla sua cartina con una bacchetta o con la 
mano. Non disegnava nuvolette o tratti di pioggia, ma tu capivi che 
tempo avrebbe fatto l'indomani, se la temperatura sarebbe salita o se 
avresti dovuto prendere impermiabile, galoche e ombrello. Credo che 
quelle frecce bianche e nere, quegli anticicloni, quelle depressioni le 
disegnasse lui a mano sulla carta prima di andare in trasmissione. Io 
lo ricordo con estrema dolcezza.

Mi ricordo di Spalluzza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116819825251445162?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116819825251445162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116819825251445162&amp;isPopup=true' title='55 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116819825251445162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116819825251445162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2007/01/mi-ricordo-bernacca-e-la-vaudetti.html' title='Mi ricordo Bernacca e la Vaudetti'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>55</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116647580314384402</id><published>2006-12-18T23:00:00.000+02:00</published><updated>2006-12-18T23:04:16.063+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo la linea</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/1600/696259/sigla_4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/200/930791/sigla_4.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Carosello non era la pubblicità. Era il mio appuntamento serale con Caballero e Carmencita, con Calimero, con Titti e Silvestro, coi bambini che saltavano sul materasso e cantavano bidibodibù; ma soprattutto, con quel personaggio fantastico che parlava un linguaggio incomprensibile e che prendeva forma dalla stessa linea sulla quale camminava senza sosta. Era  lui, Linea.

Io lo chiamavo l’omino magico. Era chiacchierone, capriccioso, se la prendeva con tutti. Aveva una una risata fragorosa e contagiosa, e una vocina stridula con cui comunicava anche col suo disegnatore del quale si vedeva la mano che interveniva per completare o solo per disturbare le avventure di Linea. Lungo il cammino (nell’incessante ricerca delle pentole Lagostina, aggiungo col senno di poi), gliene succedevano di tutti i colori: gli cadevano addosso degli oggetti, trovava strumenti musicali, pistole, aerei. E quella mano era sempre lì, pronta a ridisegnare ciò che un incidente aveva portato via (il naso o un piede) o a disegnare ciò che Linea richiedeva.

Non capivo cosa cercasse, allora, ma ero affascinata dal suo linguaggio, dalle sue arrabbiature,  dal suo modo di comunicare con quel signore che, beato lui, riusciva a capire le parole che l’omino magico gli bisbigliava nell’orecchio.
Una volta, appena finito il Carosello, mia madre mi disse che se fossi andata subito a letto mi avrebbe fatto vedere una cosa “segreta”. Allora spense la televisione e mi fece guardare quel puntino luminoso rimasto al centro dello schermo scuro. Mi disse che era l’omino magico e che si stava addormentando anche lui. Piano piano, quel puntino diventava sempre più piccolo perché anche lui stava chiudendo gli occhi… e dovevamo fare piano… e andare a dormire… altrimenti lo avremmo svegliato…
Io protestai agitando le braccia proprio come l’omino magico, dicendo che ero grande e che non le credevo. E andai a letto, borbottando.
Durante la notte mi alzai. Andai in soggiorno in punta di piedi, attenta a non svegliare nessuno. E diedi la buonanotte alla televisone.

Mi ricordo di &lt;a href="http://pannonica.splinder.com"&gt;Pannonica&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116647580314384402?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116647580314384402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116647580314384402&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116647580314384402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116647580314384402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/12/mi-ricordo-la-linea.html' title='Mi ricordo la linea'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116453509492824553</id><published>2006-11-26T11:55:00.000+02:00</published><updated>2006-11-26T12:00:10.860+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo Alto Gradimento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/1600/842734/alto_gradimento1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/3498/1061/320/137651/alto_gradimento1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo di AltoGradimento, bellissima e povera trasmissione radiofonica.Caldissime giornate di agosto, fila irrimediabile per tornare dal mare a casa. Blocco definitivo all'altezza dell'Aereonautica Militare e lì l'esplosione Pa Pa Chiappala Chiappala di Scarpantibus e delle disavventure del prof. Aristogitone e le avventure galattiche di Raimundo Navarro spedito nello spazio e lì dimenticato. E poi la musica. Era l'unico posto dove passavano gruppi più o meno impossibili: Gli Squallor con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Era il 38 luglio&lt;/span&gt; e un gruppo di cui mi piacerebbe sapere i Pandemonium......
Mi Ricordo di Spalluzza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116453509492824553?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116453509492824553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116453509492824553&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116453509492824553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116453509492824553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/11/mi-ricordo-alto-gradimento.html' title='Mi ricordo Alto Gradimento'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116379460207224316</id><published>2006-11-17T22:15:00.000+02:00</published><updated>2006-11-17T22:17:37.713+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo Sandokan</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/sandokan.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/sandokan.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo che quando in tv incominciarono a trasmettere il Sandokan di Sollima persi ogni controllo. Avevo letto e riletto i libri di Sandokan, avevo viaggiato su quelle pagine in modo così “virulento” che l’idea di vedere una trasposizione televisiva di quella storia mi sconvolgeva. E incominciai a seguire la serie puntata dopo puntata in uno stato di esaltazione che non avevo mai provato prima. Era una continua sollecitazione: la Tigre della Malesia, i sampan, Yanez, il cattivo Brook, i parang e i kriss malesi, le tigri, i praho pieni di soldati, Mompracem, la Perla di Labuan, la foresta, Giro Batol che prima di morire si porta via una squadra di soldati di Brook, il grasso e grosso Sambigliong. Era un’esperienza fortissima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116379460207224316?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://melpunk.splinder.com' title='Mi ricordo Sandokan'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116379460207224316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116379460207224316&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116379460207224316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116379460207224316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/11/mi-ricordo-sandokan.html' title='Mi ricordo Sandokan'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116273485807656507</id><published>2006-11-05T15:52:00.000+02:00</published><updated>2006-11-05T15:54:18.090+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo i mangiadischi della Lesa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/lesa1mady.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/lesa1mady.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Azzurro e bianco. Con la rotella nera per regolare il volume ed una levetta rossa che serviva per spostare la velocità da 45 a 33 giri.
Forse si chiamava addirittura Lady o qualcosa di simile.
Mangiava instancabilmente dischi.
Prima quelli delle Fiabe Fabbri Editori, che si chiudevano immancabilmente con la canzone "....il disco fa click e vederete tra un po' si fermerà....fermerà...." e poi quelli di musica VERA! I 45 giri  degli anni 70.
Il disco veniva spinto leggermente e .... spariva al suo interno. Mangiato.
E ti chiedevi ed ora? Ora partiva la storia affascinante. Prima su un lato e poi..... Spingi il tasto nero e gira per sapere come va finire. Spingi il tasto nero e puoi sentirne un'altra.
La levetta rossa permetteva di creare magici effetti, le voci dolci che raccontavano le fiabe sui 45 giri, diventavano degli strani vocioni a 33.
Potevo sentire dei vecchi dischi di mia madre e di mio padre che ancora conservo: Aurelio Fierro e tanti altri di cui non ricordo più il nome.
Potevi portarlo ovunque, grazie alla sua maniglia che serviva anche da appoggio e grazie alle grandissime pile le "torce" enormi, rotonde, pesanti. Ma si useranno ancora? Il mio mangiadischi Lesa ancora funziona!!!!
Mi ricordo di Spalluzza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116273485807656507?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116273485807656507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116273485807656507&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116273485807656507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116273485807656507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/11/mi-ricordo-i-mangiadischi-della-lesa.html' title='Mi ricordo i mangiadischi della Lesa'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116224289089288589</id><published>2006-10-30T23:09:00.000+02:00</published><updated>2006-11-05T15:41:48.503+02:00</updated><title type='text'>Mi ricordo Papa Luciani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/papa_luciani.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/papa_luciani.1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Avevo... sì, undici anni e mezzo. Dei papi e del vaticano non mi era mai interessato molto. I miei mi mandavano in chiesa, perché "si faceva così": mia madre era ed è credente e praticante (anche se fatico a capire che cosa significhi per lei) mentre mio padre da buon comunista non ne capiva il senso e cacciava insulti sulla chiesa e la DC ogniqualvolta ce n'era occasione.
    Beh, insomma, Paolo VI era morto. Poco male: il grigiore, il piattume... la chiesa nella sua concezione più "antica" (ossia, vecchia). Niente di particolarmente interessante: un po' come le solite, frequenti, elezioni politiche.
    Ma ecco che... il conclave. Il mio primo conclave. Ero in vacanza, sulle montagne piemontesi, tra un compito per le vacanze e un pomeriggio nella mia prima sala giochi, tra tutti quei computer che già mi appassionavano.
    Ed ecco il nuovo Papa.
    Mamma, ma questo Papa sorride. Lo dicono tutti, è un Papa diverso. E' un nuovo Papa buono (anche perché l'altro, chi l'aveva conosciuto?). Che bello sentire parlare il Papa. E' una persona buona. Parla un linguaggio semplice, fa star bene anche i bambini.
    Dice tante cose belle, tante cose buone.
    Che lui volesse anche scardinare lo IOR e gli intrallazzi della chiesa (intesa in senso deteriore), oltre al latinorum, l'avrei capito solo molti anni dopo: ma quell'estate ero davvero contento.
    Per la prima volta la chiesa "aveva un senso, una ragione di esistere".

    Ma... come? E' morto? Ma come può essere morto? Dopo solo... un mese? No...

    Già sono tifoso del Toro, e di cose belle durate poco me ne intendo.
    L'hanno avvelenato, lo dissero tutti. L'hanno fatto fuori.
    Boh.

    La breve e sorridente parabola di Albino Luciani fu una cosa che mi entrò dritta nel cuore, in quell'inizio d'autunno 1978.

Mi ricordo di &lt;a href="http://joinme.splinder.com"&gt;JoinMe&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116224289089288589?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116224289089288589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116224289089288589&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116224289089288589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116224289089288589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/10/mi-ricordo-papa-luciani.html' title='Mi ricordo Papa Luciani'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116146416593085557</id><published>2006-10-21T23:52:00.000+03:00</published><updated>2006-10-23T01:43:46.926+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo i Giochi senza Frontiere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/anversa77_25.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/anversa77_25.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Piscine, giochi divertenti, competizione, città europee, estate. Così mi ricordo, in breve, i Giochi senza Frontiere. Quanto nacqui andavano già in onda, e sono andati avanti per molti anni. Le squadre di città e cittadine europee si sfidavano in ogni puntata coinvolte in prove immaginifiche, spesso con l’uso di acqua, e pupazzi, schiume, palloni, scenografie. Era una sfida internazionale, questa cosa faceva effetto. E poi c’erano i giudici, quelli storici: Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. A distanza di tempo potrebbero ora sembrarmi due mentecatti, ma all’epoca erano due tipi ganzissimi armati di fischietto che quando annunciavano il File Rouge non c’era mica da ridere. Perché, in fondo, noi bambini quelle gare divertenti, scanzonate e fatte apposta per il caldo estivo, in fondo, le vivevamo come delle sfide serie. E, mi ricordo, la mia annunciatrice preferita era Rosanna Vaudetti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116146416593085557?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://melpunk.splinder.com' title='Mi ricordo i Giochi senza Frontiere'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116146416593085557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116146416593085557&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116146416593085557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116146416593085557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/10/mi-ricordo-i-giochi-senza-frontiere.html' title='Mi ricordo i Giochi senza Frontiere'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116069114202901037</id><published>2006-10-13T01:07:00.000+03:00</published><updated>2006-10-13T01:13:44.360+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo i Pc... picciò</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/143.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/143.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
PC… picciò

Mi venga un colpo!  25 anni, un quarto di secolo....

Quest’anno ricorre il 25° anniversario della introduzione del Personal Computer. Oggi non ci si fa più caso, tutti lo chiamiamo PC, quella "scatola delle meraviglie" che abbiamo acceso davanti ai nostri occhi e che ci fa da finestra sul mondo.

Ma fino a quando la IBM non lanciò sul mercato il modello XT (nel 1981 appunto) il computer era una specie di mostro.

Le mie prime esperienze di computer risalgono al lontano (ahimé) 1976 o 77, quando ero ancora uno studente di Ingegneria. Allora per me il computer (anzi, il Calcolatore, notare la C maiuscola) era quella macchina immensa (fate conto che sarebbe entrata a stento nel salotto di casa vostra) e un po’ spaventosa nella quale si inserivano schede di cartoncino adeguatamente bucherellate e che in poche ore (sì, ho detto ore) era in grado di eseguire in Fortran il calcolo strutturale di edifici complessi. Una macchina che si potevano permettere di possedere solo strutture universitarie o grandi industrie.

Ricordo che solo nei primi anni 80 mio padre, che aveva uno studio di ingegneria in cui si eseguivano calcoli strutturali (ovviamente solo con l’aiuto di macchinette calcolatrici) si poté permettere un “computer”. Era un Hewlett-Packard (oggi HP) senza schermo, con “ben” 64k di memoria interna (niente hard disk) e con un display grande meno di quello di un odierno cellulare, ma monocromatico e capace solo di caratteri alfanumerici. Costo di allora? Sedici milioni di lire (del 1980, eh?). Sarebbero bastati tranquillamente per comprare una Mercedes di fascia media (per questo noi avevamo solo una Giulia). Ricordo ancora le nottate passate a digitare i dati e ad aspettare (dopo alcune ore) il fatidico “beep” che indicava la fine del calcolo.

All’uscita del PC ci fu l’apoteosi, una specie di rivoluzione copernicana. Inizialmente guardato con sospetto, il PC cominciò a prendere piede nella case grazie ai giochi, roba che adesso farebbe piangere di tristezza anche un lattante: Space Invaders, PacMan, tutti in monocromatico.

Allora ero un maniaco della programmazione. Mi ci accostai grazie a due piccoli computer che sono entrati nel mito: lo ZX Sinclair e il Commodore 64 (poi 128 e Amiga). La programmazione era in un Basic primordiale, lo schermo rigorosamente monocromatico (“a fosfori verdi o ambra?” era la sola scelta possibile).

In un paio d'anni i costi dei PC divennero meno proibitivi. Nel 1984 acquistai un Amstrad XT da 640k con disco rigido di 10 MB (dieci megabytes! ) al prezzo “stracciato” di 3 milioni e mezzo (all’incirca il prezzo di un’utilitaria).

Il primo PC sul quale riuscii a lavorare davvero professionalmente era un IBM AT dell’ufficio. Era più o meno il 1985 e quel “mostro” con 640 kb di memoria interna "espandibile a ben 1 MB" con 20 MB di hard-disk era condiviso in ufficio da 6 *fortunati* ingegneri.

Io ero tra coloro che ne capivano un po' di più e quindi ero destinato a programmarlo in rigoroso GW-Basic traendoci programmi per calcolo strutturale o di isolamento termico. Per il resto ci si scrivevano le lettere (Word non esisteva, il migliore era WordStar) e solo i più intraprendenti usavano il foglio di calcolo (no, niente Excel, allora andava per la maggiore Lotus 1.2.3) o il primo vero DataBase, che era DBase II e poi DBase III.

La grafica? Ancora a puntini… L’interfaccia grafica dei primi schermi a colori non superava il formato VGA di 640x480 pixels (e sembrava già un miracolo). Nessuno aveva mai sentito parlare di mouse, di virus, né tantomeno di Windows, la cui prima versione, scopiazzata da quella geniale della Apple, comparve solo nei primi anni 90.

Potrei raccontare ancora parecchio, di questi miei 25 anni e passa alle prese coi computer, divorando riviste specializzate, passando notti insonni a programmare in Visual Basic e in C++ (e anche, lo confesso,  scaricare musica e video), smontandone, implementandone, settandone, riparandone e rimontandone a decine per amici e parenti.
Ma mi fermo qui, non vorrei farla troppo lunga.
Solo mi viene da sorridere ripensando a qualche giorno fa quando, conversando con un trentenne conosciuto da poco, una mia frase sul fatto che mia figlia sia piuttosto brava al computer gli abbia fatto credere che io non ne capissi un tubo e dovessi far conto sulla competenza della Ba per tirare avanti con questa “scatola delle meraviglie”.
Ah, beata gioventù… Vaglielo a far capire che il mondo non è iniziato poi da tanto poco...

Mi ricordo de  &lt;a href="http://ilditoelaluna.splinder.com"&gt;Il dito e la luna&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116069114202901037?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://ilditoelaluna.splinder.com' title='Mi ricordo i Pc... picciò'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116069114202901037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116069114202901037&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116069114202901037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116069114202901037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/10/mi-ricordo-i-pc-picci.html' title='Mi ricordo i Pc... picciò'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-116025749236849984</id><published>2006-10-08T00:40:00.000+03:00</published><updated>2006-10-08T18:10:25.576+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il primo terremoto violento della mia vita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/crollo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/crollo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
23/11/1980

Avevo avuto un feroce mal di testa
quel giorno là,
strano chè non soffrivo di emicranie.
Era una giornata molto calda per essere novembre.
I suoceri erano stati a pranzo,
i cognati erano arrivati nel pomeriggio,
mamma era rientrata dalla messa verso le 18 ed era tornato anche mio figlio, che era stato in gita con i boys scout.
La domenica volgeva al termine, come tutte le domeniche, con quel pò di malinconia e rottura di scatole per la nuova settimana da affrontare, lavoro, casa, figli, piscina, catechismo, nonni, marito, sorella, amiche, etc, etc.
I bambini sul parquet giocavano a tombola, tra un mese sarebbe stato natale , i grandi sorbivano l'ultimo caffè della giornata, io stiravo, come tutte le domeniche pomeriggio.
All'improvviso il mal di testa scomparve
come se mi avessero tolto un peso dalla testa,
ebbi un lieve capogiro,
alzai gli occhi e vidi il lampadario della cucina che cominciava ad oscillare.
Avvertiì che era il terremoto alla prima oscillazione.
Corsi ad aprire la porta, per poter scappare quando fosse tutto finito.
Ci mettemmo tutti al centro della cucina e,
all'improvviso, il balcone si spalancò,
pensai adesso si apre il pavimento e moriamo tutti.
La scossa durò un'eternità
ebbi il tempo di pensare,
le altre volte,
mentre me ne rendevo conto, era già passata.
Mia madre gridò la sua invocazione al santo
"San Gennà è nepute mie"
implorava per i nipoti,
quel grido mi restò impresso nella mente a lungo.
Quando il palazzo finì di oscillare( e al settimo piano si avvertì e come),
scendemmo giù e ci andammo a rifugiare davanti alla chiesa,
proprio sotto il campanile, che in seguito fu dichiarato pericolante.
Il traffico era impazzito
scene di panico
cercammo di accertarci sulla fine degli altri familiari,
ci vedemmo comparire davanti i miei cognati in accappatoio,
erano stati colti di sorpresa mentre facevano la doccia.
Il posto più sicuro al Vomero era lo stadio collana,
qui trascorremmo in macchina la notte.
Notizie su notizie,
crolli, morti, ruberie, l'Irpinia devastata.
Accussì, accussì, accussì.
Il 24 faceva un freddo cane.

Mi ricordo di &lt;a href="http://didolasplendida.splinder.com"&gt;Didolasplendida&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-116025749236849984?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://didolasplendida.splinder.com' title='Mi ricordo il primo terremoto violento della mia vita'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/116025749236849984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=116025749236849984&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116025749236849984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/116025749236849984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/10/mi-ricordo-il-primo-terremoto-violento.html' title='Mi ricordo il primo terremoto violento della mia vita'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115946389063895443</id><published>2006-09-28T20:12:00.000+03:00</published><updated>2006-09-29T00:38:20.403+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo l'antifascismo alle elementari</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/foto11.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/foto11.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

L'antifascismo e' un valore che andrebbe insegnato a scuola ai bambini 
piccoli.
Io mi ricordo quando lo insegnavano alle scuole elementari.
Mi ricordo delle maestre che lo insegnavano.
In particolare mi ricordo della mia maestra.
Adesso direte che qualunque cosa si insegni ad un bambino piccolo, 
questo verra' assimilato come normale.
La mia maestra delle elementari prima di cominciare la lezione ci 
faceva dire le preghiere (&lt;em&gt;un sacco di preghiere!&lt;/em&gt;) tutti i giorni.
Io oggi sono ateo.
La mia maestra delle elementari, non tutti i giorni, ci faceva cantare 
delle canzoni.
Tra le canzoni che ancora ricordo per intero c'e' "&lt;a 
href="http://www.botulinux.net/24_maggio"&gt;La leggenda del Piave&lt;/a&gt;", "&lt;a 
href="http://www.anpi.it/canzoniere/bellaciao.htm"&gt;Bella ciao&lt;/a&gt;" ed una 
canzone per Sandro Pertini che faceva: "&lt;em&gt;caro nonno, presidente, ti 
vogliamo tanto bene veramente...&lt;/em&gt;".
Sandro Pertini. Sandro Pertini partigiano. Sandro Pertini che nel 1983 
(&lt;em&gt;e non chiedetemi come me lo ricordo, ma me lo ricordo!&lt;/em&gt;) disse 
il 31 Dicembre a reti unificate davanti alla nazione (&lt;em&gt;il testo lo 
ricopio da un appunto volante preso qualche anno fa non so dove&lt;/em&gt;) 
parlando di Ariel Sharon:
&lt;blockquote&gt;
"Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di &lt;a 
href="http://www3.autistici.org/collettivologomotiva/skunk/skunk_sabrachatila.html"&gt;Sabra 
e Chatila&lt;/a&gt;. E' una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove 
sono sepolte le vittime di quell'orrendo massacro. Il responsabile 
dell'orrendo massacro e' ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso 
di questo massacro compiuto. E' un responsabile che dovrebbe essere 
bandito dalla societa'"
&lt;/blockquote&gt;
Ed ogni lunedi' la mia maestra delle elementari ci faceva fare "&lt;em&gt;il 
riassunto&lt;/em&gt;". Lei ci leggeva una storia e noi scrivevamo quello che 
ci ricordavamo.
Io &lt;strong&gt;ancora oggi&lt;/strong&gt; ricordo il &lt;a 
href="http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/scheda.asp?ID=210"&gt;"Tiremm 
innanz" di Amatore Sciesa&lt;/a&gt;, la rosa di Maroncelli e altre storie da 
"&lt;a href="http://www.carboneria.it/Pellicoprigioni.htm"&gt;Le mie 
Prigioni&lt;/a&gt;" e poi chi erano &lt;a 
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciro_Menotti"&gt;Ciro Menotti&lt;/a&gt;, i &lt;a 
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Bandiera"&gt;fratelli Bandiera&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Oberdan"&gt;Guglielmo 
Oberdan&lt;/a&gt; e tantissimi altri.
La mia maestra delle elementari ci faceva mandare giu' a memoria anche 
tante poesie: "&lt;a 
href="http://it.wikisource.org/wiki/Sant%27Ambrogio"&gt;Sant'Ambrogio&lt;/a&gt;", "&lt;a 
href="http://it.wikisource.org/wiki/La_Spigolatrice_di_Sapri"&gt;La spigolatrice 
di Sapri&lt;/a&gt;"...

Ecco, quando alla vigilia del &lt;a 
href="http://www.botulinux.net/wp/25/04/2006/25-aprile/"&gt;25 Aprile&lt;/a&gt; ho 
guardato un sondaggio in cui chiedevano cosa significava quella festa agli 
italiani e troppi di questi farfugliavano cose ne' in cielo, ne' in 
terra io mi chiedevo, ma dove sono andati a scuola questi?

Questo post e' un omaggio alla memoria della mia maestra delle 
elementari, signora Gemma Pierantoni.


(Mi ricordo di &lt;a href="http://www.botulinux.net/wp"&gt;Botulinux&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115946389063895443?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115946389063895443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115946389063895443&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115946389063895443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115946389063895443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/09/mi-ricordo-lantifascismo-alle.html' title='Mi ricordo l&apos;antifascismo alle elementari'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115895389144706942</id><published>2006-09-22T22:26:00.000+03:00</published><updated>2006-09-22T22:38:11.470+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo gli anni '80</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/008994.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/008994.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo gli anni ' 80 da una prospettiva minore, ma li ricordo.

La domenica sera il Drive in che seguiva ai puffi, mentre mangiavo pastina...
 
La leggenda metropolitana delle figurine che contenevano droga e le figure contornate di viola.
 
Il John Travolta. Della Febbre del Sabato Sera, no...Di Grease, sì.
 
La sensazione che qualcosa di brutto potesse succedere all'improvviso, in ogni momento... Non una guerra... Non proprio... Simile.
 
Mia sorella che canta Spagna e io che pattino su I love my chico...
 
Quando ho capito che non era una sensazione. Per un pò niente giochi all'aperto nè latte... Il cielo grigio,credevo fosse quella la nube tossica.
 
I tattuaggi adesivi con cuore, rose e spine.
I capelli frizeè
 
La pubblicità del Rotowash...Gira, gira, gira, scegli...
E il mercatone dell'arredamento...con le majorette...
 
E-man, Il tulipano nero, Wonderwoman... E quell'uomo con la giacca blu di glittering...
 
Una nevicata eccessiva- niente scuola- non camminare sulla neve per non sciuparla... E poi farci la granita...
 
Le cronache delle partite. Gli insulti a Vialli e la sigla Il goleador che a me sembrava dicesse Di-dona-do'...il giocatore... Che tanto mio padre era milanista.
 
Mi ricordo un pò troppo. Chissà che logorrea quando raddoppio... Ah già niente Lascia o raddoppia, ma Il pranzo è servito... Che alla Clerici ci faceva un baffo....



(Ricordo di &lt;a href="http://baju1.splinder.com"&gt;Baju&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115895389144706942?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115895389144706942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115895389144706942&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115895389144706942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115895389144706942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/09/mi-ricordo-gli-anni-80.html' title='Mi ricordo gli anni &apos;80'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115844954700905734</id><published>2006-09-17T02:13:00.000+03:00</published><updated>2006-09-17T02:32:27.106+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il telefono di bachelite</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/telefono.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/telefono.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo il telefono di bachelite, quello nero, raramente verde 
petrolio, a volte appeso alla parete. Aveva la cornetta pesante, così 
pesante che da piccola dovevo usare due mani per tenerlo, una 
all'altezza dell'orecchio e l'altra all'auricolare. Il disco 
combinatore scivolava senza alcuna difficoltà, ma anche i fori, sul 
fondo dei quali spiccavano i numeri bianchi, erano così grandi che per 
comporre il numero ci volevano almeno due dita.
Il filo della cornetta era avvolto a serpentina e poteva diventare 
lunghiiiiiiissssimo! Ci potevi giocare che sembrava quasi una corda per 
saltare. Faceva driiiiin....driiiiin che lo capivi che stava suonando il 
telefono e lo sentivi in tutta la casa. E poi le linee telefoniche 
erano a coppie. Si chiamavano duplex. In genere la coppia era con il 
tuo vicino e se il figlio o la figlia si fidanzavano era la fine. 
Allora ti toccava andare a bussare alla porta dei vicini per chiedere 
se, per favore, potevano lasciare libero perché bisognava fare una 
telefonata urgente. E' ovvio che a bussare ci andavi tu, perché mai 
avrebbero detto una sgarberia ad una bimbetta! Io quel telefono nero, lucente, pesante e che fa driiiin ce l'ho ancora 
ed ancora lo uso!

Mi Ricordo di Spalluzza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115844954700905734?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115844954700905734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115844954700905734&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115844954700905734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115844954700905734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/09/mi-ricordo-il-telefono-di-bachelite.html' title='Mi ricordo il telefono di bachelite'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115800816916843539</id><published>2006-09-11T23:49:00.000+03:00</published><updated>2006-10-15T20:34:40.366+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo del rapimento di Aldo Moro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/moro.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/moro.1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo il rapimento di Aldo Moro. Nel mese di marzo del 1978. Mi ricordo che ero a scuola, media, e quando uscimmo in strada trovammo una scena inconsueta. Fuori c’erano molti genitori ad aspettare i propri figli. C’erano soprattutto madri. Ricordo bene che rimanemmo stupiti di vederle davanti a noi. Erano preoccupate. I mie genitori non c’erano, ma la madre di un compagno di classe ci speigò che avevano rapito l’onorevole Aldo Moro. Io me ne tornai come di consueto a casa a piedi, ma ero preoccupato, m ain senso vago, fumoso. Era la prima volta che una preoccupazione “esterna”, distante, proveniente da un altro mondo richiedeva la propria attenzione. Veniva a bussare al portone della scuola. Mi ricordo che il rapimento di Moro mi impressionò a partire da questo evento inconsueto: l’allarme nel cerchio della vita quotidiana per qualcosa che accadeva lontano, a una distanza apparentemente enorme per noi ragazzini. Poi le immagini alla tv dell’auto in cui era stato portato via Moro, e le altre nei giorni successivi mi impressionarono, mi confermarono una volta per tutte che il “fuori” era più grande, molto più grande del mio quartiere e anche della mia città. Si poteva rapire le persone, le si poteva tenere chiuse in un buco e poi ammazzarle. Era davvero una cosa grossa. Lo avevo capito subito, osservando gli sguardi delle mamme fuori alla scuola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115800816916843539?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://melpunk.splinder.com' title='Mi ricordo del rapimento di Aldo Moro'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115800816916843539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115800816916843539&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115800816916843539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115800816916843539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/09/mi-ricordo-del-rapimento-di-aldo-moro.html' title='Mi ricordo del rapimento di Aldo Moro'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115748444468796362</id><published>2006-09-05T22:18:00.000+03:00</published><updated>2006-09-08T20:35:18.656+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo i sinalcoli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/39_1_b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/39_1_b.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;


Mi sono accorta che purtroppo tanti di voi non sanno più giocare..ve lo ricordate cosa vuol dire giocare? Vuol dire aspettare che qualcuno passi a suonarvi per chiedere alla vostra mamma che si è affacciata”può venir giù a giocare la giarina?”
Vuol dire sedersi in terra in cerchio a litigare per decidere se si deve giocare a quattro cantoni o a strega sollevata; vuol dire alzarsi sbuffando se si sceglierà il gioco che tu non volevi, ma è uno sbuffare da poco, perché basta scuoter via la polvere dalla gonna a pieghe, correre al tuo posto di combattimento per ritrovare un sorriso largo così. E magari corri piano e ti si sciolgono le stringhe delle superga blu, e allora non vale bisogna rifare, e se poi ti acchiappano subito e non vinci è lo stesso, tanto si cambierà gioco tra poco e a fare am-salam a campana non ti batte nessuno. E giocare vuol dire anche far quelle alleanze che durano lo spazio di una merenda..io ho la rosetta con una polliciata piena d’olio in mezzo, tu la quella col cremino di cioccolata, facciamo a metà? E se c’è la neve vuol dire anche andare a piangere dalla mamma perché ti hanno tirato una pallottata giù nel coppino o perché i guanti di lana si son tutti bagnati e non puoi più giocare, ché ti fan male le mani, ma poi tornare giù subito, con i guanti di tuo fratello e con un sacchettino di plastica sopra, legato con l'elastico, per non bagnarli. Non dovete perderla questa voglia di giocare e dove se non qui la potreste mai ritrovare?
Nella vitavera? Quella che vi aspetta con mille problemi, fuori dalla porta? Ecchecaspita! È un peccato, e mi dispiace davvero per quelli che non riescono a capirlo, ma proprio a questi adesso voglio fare un regalo.. Attenzione, perché è un regalo prezioso e anche se ho poco tempo in questi giorni, mi sono resa conto che qui in giro tanti di voi, anche vib, eh?non sanno cosa sono e allora io adesso vi insegnerò a fare i sinalcoli, così magari vi torna la voglia di andar giù in cortile a giocare, finchè non sarà pronta la cena.

Allora per fare i sinalcoli occorrono i tappi corona, quelli delle aranciate, dei chinotti o delle birre dei vostri fratelli..oppure andate nel bar all’angolo e chiedete se ve ne possono regalare un po’ Attenti quando li scegliete, perché servono solo quelli belli lisci, non piegati…certo la cosa migliore sarebbe avere la bottiglia e con un coltello alzare la corona piano piano, tutt’intorno, solo così avrete un tappo davvero perfetto, ma vedete voi..ché non voglio responsabilità, io, se poi vi fate male.
Dovete procurarvi anche dello stucco da vetraio e qui non posso aiutarvi e se non avete un fratello più grande che lo porta a casa, non posso farci niente.. certo senza lo stucco, dovrete rinunciare e peggio per voi..
Occorre poi un pezzo di vetro, in cantina avrete sicuramente una cornice rotta o il vecchio vetro della finestra che, anche se rotto non è, non ci vuol niente, basta un sasso, tanto non serve più, ma, anche quando, avrete pur un fratello al quale dare la colpa, no? Adesso correte giù, ma non davanti, nel giardino.. dietro, dove ci sono i sassolini, e cercatene uno un po’ grande e piatto e se sarete così fortunati da trovare quello giusto, non buttatelo, una volta finito il lavoro, ché è più prezioso dell’oro.Allora se avete tutto davanti, possiamo iniziare:
- pigliate il vetro e appoggiatelo sopra al tappo e con una matita copiativa disegnate un bel cerchio della misura esatta della corona
- rompete col sasso il vetro in più e appoggiando il cerchietto trasparente sopra un mattone, lavorate il vetro tutto intorno, sbriciolandolo pian pianino sempre con quel sasso, fino ad arrivare alla misura giusta.
- le figurine con le facce dei ciclisti naturalmente le avrete, non ne ho parlato prima, perché mi sembrava inutile: anquetil..poulidor..merckx..gimondi, bitossi..
ecco, ritagliatele della grandezza giusta, in modo da poterle sistemare per bene dentro al tappo e per carità state attenti a non tagliar la testa di merckx, eh? altrimenti vostro fratello ve ne dirà di ogni.. piano-piano, non c’è fretta.
- adesso chiudiamo il tappo con il vetro e poi lo sigilliamo con lo stucco, non troppo, ché poi diventerebbe molto pesante, non correrebbe più e soprattutto alla sera le vostre dita vi farebbero un malecane a furia di dar pinghelle per farlo correre sulla pista disegnata col gesso sul marciapiede.
Finito..visto com’è facile?.. ma sarà una meraviglia di sinalcolo?e adesso andate a fare una gara, anche se, a pensarci bene, vi dovrete accontentare, perché eravamo più fortunati noi, con i nostri ciclisti col berrettino a visiera.. costruendolo adesso, il vostro sinalcolo, avrà la figurina di un cipollini con un casco da alieno, il body rosa e una bici che meno bici di così non si può.
Ma tant’è, i tempi cambiano, si sa.


Mi ricordo di  &lt;a href="http://francescaferrari.net"&gt;Francesca Ferrari&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115748444468796362?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115748444468796362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115748444468796362&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115748444468796362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115748444468796362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/09/mi-ricordo-i-sinalcoli.html' title='Mi ricordo i sinalcoli'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115334857348342714</id><published>2006-07-20T01:32:00.000+03:00</published><updated>2006-08-23T14:03:21.666+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo la televisione</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/Monoscopio.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/Monoscopio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Ricordo quando la televisione cominciava all'ora di pranzo. La mattina niente. Monoscopio. O radio (Chiamate Roma 3131).
Però c'era un'eccezione. Nel mese di aprile, o maggio, quando c'era la Fiera Campionaria, allora trasmettevano, come in modo laconico indicava il Radiocorriere uno "spettacolo cinematografico". Io a quei tempi (parliamo degli anni 1969-71) andavo spesso a scuola di pomeriggio, si facevano i "doppi turni" (tre giorni la mattina tre di pomeriggio) e aspettavo le 11 con trepidazione. Puntuale, alle 11 l'annunciatrice annunciava: "In occasione della 25esima Fiera Campionaria in Roma, va ora in onda il film..."Il più delle volte erano film di guerra. O, per meglio dire, erano film di sottomarini. Adoravo (e ancora oggi) i film di sottomarini. Avete presente i film di sottomarini, no? Sono tutti uguali. Il massimo della tipizzazione. Le bombe di profondità, i siluri (fuori uno!) il perisocopio tirato su e giù, l'allarme (a-hu, a-hu, a-hu), l'acqua che entra dal boccaporto, "immersione!", il comandante che prende la mira, il quadro elettrico che soffrigge quando sono colpiti da una mina, il sonar. Mitico. Se non erano film di sottomarini ero contento lo stesso. Ma quelli di sottomarini...

(Mi ricordo di Blogsenzaqualità - http://blogsenzaqualita.splinder.com)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115334857348342714?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115334857348342714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115334857348342714&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115334857348342714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115334857348342714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/07/mi-ricordo-la-televisione.html' title='Mi ricordo la televisione'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115256817106760951</id><published>2006-07-11T00:47:00.000+03:00</published><updated>2006-07-12T15:30:09.206+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il terremoto del Friuli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/Interneppo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/Interneppo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Ricordo esattamente due anni fa, la terra aveva tremato per qualche secondo. Niente di straordinario da queste parti, in Friuli: si finisce per farci l'abitudine. E' la latitanza a farsi presenza, a preoccupare davvero.
Il terremoto del 1976 invece fu una festa. Noi bambini avevamo una tenda enorme tutta per noi, non si andava a scuola, si restava svegli fino a tardi, i grandi a confabulare tra loro lasciandoci liberi di rotolare in mezzo all'erba e di picchiarci a sangue: come vivere in campeggio dentro la città. Io non mi spaventai neppure quando ci fu la prima scossa, quella che sembrava non finire mai.
Ricordo che mia madre aveva l'abitudine di farmi addormentare dondolandomi il letto. Per un lungo momento ho continuato a dormire tranquilla, finché ho aperto gli occhi e mi sono accorta che nella stanza non c'era nessuno. Mio padre è piombato in camera un istante prima che lo stupore si trasformasse in terrore, è stato un attimo.
Ricordo che due anni fa fu diverso, mi spaventai moltissimo. Eppure non ci furono danni, niente, un piccolo casché senza inciampi. Mi fece paura il rumore, il boato che arriva da un punto imprecisato sotto ai tuoi piedi. E' la terra che ruggisce in qualche modo, ti dice spostati ché mi dai fastidio, mi pesi, mi annoi. E questo ti fa riflettere. Sul fatto che siamo delle cosette piccole incapaci di restare infisse nella terra, che siam peggio delle carote. E che non c'è più nessun campo in cui rotolarsi e che non mi piacciono più i campeggi e che se dormo per terra una notte soltanto la mattina dopo devo torcermi il collo manualmente e che la prossima volta potrei finire tra i grandi a confabulare fuori delle tende mentre i bimbi dormono. E, scusate, non mi va.

(Ricordo di &lt;a href="http://invasiva.splinder.com"&gt;Fainberg&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115256817106760951?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115256817106760951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115256817106760951&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115256817106760951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115256817106760951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/07/mi-ricordo-il-terremoto-del-friuli.html' title='Mi ricordo il terremoto del Friuli'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115243476913926419</id><published>2006-07-09T11:36:00.000+03:00</published><updated>2006-07-11T15:59:14.430+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo l'Eskimo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/HH232.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/HH232.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo l’eskimo di mio fratello. Era lungo e largo, mia madre glielo aveva comprato di una taglia in più, per farlo durare almeno un paio d’anni. Ho nella mente l’immagine di lui che esce nella nebbia del mattino, magro e allampanato, infagottato in quel giaccone pieno di tasche Era perennemente in ritardo, arrivava trafelato in stazione e saltava sempre sul treno al volo. Mio fratello me lo ricordo anche la sera dopo cena, in casa, seduto a un tavolo coi suoi amici. Mi ricordo gli scoppi di risate, le sigarette, i bicchieri, le carte. Dalla stanza arrivavano discorsi impegnati, che brillavano di ideali tirati a lucido, e poi battute e lazzi, di un linguaggio scurrile a livelli di guardia. Folate di vita e scrosci di allegria. L’eskimo era appeso all’attaccapanni, sopra stavano ammassati quelli degli altri. Mentre ci penso, mi pare di avere ancora nelle narici l’odore di quel tessuto verde, impregnato di fumo.

Perché a vent' anni è tutto ancora intero, perché a vent' anni è tutto chi lo sa… (Eskimo - Francesco Guccini) 

(Ricordo di &lt;a href="http://yzma.splinder.com"&gt;Yzma&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115243476913926419?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115243476913926419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115243476913926419&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115243476913926419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115243476913926419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/07/mi-ricordo-leskimo.html' title='Mi ricordo l&apos;Eskimo'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115214079331499303</id><published>2006-07-06T01:59:00.000+03:00</published><updated>2006-07-07T13:04:57.860+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo Mastroianni e i Peanutz</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/05092003715829.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/05092003715829.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo, sì, io mi ricordo. La Tv, ma non Goldrake né Mazinga Z, bensì “La città delle donne”, e un quasi giovane Marcello Mastroianni che scende dal treno, abbandonando la moglie Elena, per seguire una misteriosa affascinante signora. Mi ricordo di Snaporaz, e poi risento le urla delle femministe che uguali a serpenti velenosi e sensuali danno il tormento a Snaporaz (Marcello). E ricordo un castello, quello di Katzone, santone del sesso dell’amore o forse solamente della sana scopata all’italiana: così prepotente il ricordo, o meglio il sogno di Fellini – uno dei tanti; e io che provavo per la prima volta il brivido del peccato e dell’estasi per giorni di malinconie e onanismo, sempre a domandarmi se più importante il cuore o la vagina. E ritrovo Snaporaz in un’aula di tribunale: femmine e ancora femmine, tutte pronte al pubblico linciaggio. Ma la vita è un sogno, giusto un incubo a occhi aperti, un inganno, la severità del risveglio e scoprire il mondo sempre uguale e tua moglie che ti è davanti severa e materna. E mi ricordo, sì: mia madre che tiene la mia mano nella sua. Ieri mi sembrava tanto grande quella mano, io volevo i Penautz e non Topolino. Era quasi impossibile trovarli quei fumetti sul finire degli anni Settanta: ma un bambino di otto anni certe cose non le capisce manco con gli schiaffi e i buffetti d’amore, solo vuole “le noccioline” da leggere sotto il letto. Io, Charles M. Schulz, quand’ero bambino, me lo immaginavo come Marcello Mastroianni, uguale uguale: me lo vedevo a disegnare le strisce, a dare una faccia all’imbranato Charlie Brown e al filosofico Linus e a quello che solo il pianoforte per Ludwig Van Beethoven, Schroeder. Snoopy, già!, più nevrotico lui di un Freud sceverato del suo lettino per i pazienti in psicanalisi. E Sally ingenua più che mai, e l’insopportabile maschiaccio Piperita Patty, ma anche Sally e la sua bella ingenuità che vorresti non avesse mai fine; e poi ancora Marcie riflessiva, un po’ saffica e platonica: la città delle donne delle “noccioline” era pure la mia. Pure la mia, sì.

(Ricordo di &lt;a href="http://biogiannozzi.splinder.com"&gt;Giuseppe Giannozzi&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115214079331499303?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115214079331499303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115214079331499303&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115214079331499303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115214079331499303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/07/mi-ricordo-mastroianni-e-i-peanutz.html' title='Mi ricordo Mastroianni e i Peanutz'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115196307971691691</id><published>2006-07-04T00:42:00.000+03:00</published><updated>2006-07-09T00:51:30.470+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo le fiabe</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/principessa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/principessa.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo le fiabe sonore della Fabbri Editori. Mi ricordo del mangiadischi arancione che portavo a tracolla e di quella sigla iniziale che mi faceva cantare 

&lt;span style="font-style:italic;"&gt;A mille ce n'è 
nel mio cuore di fiabe da narrar
venite con me 
nel mio mondo incantato per sognar 
non serve l'ombrello, il cappottino rosso la cartella bella per venir con me 
basta un po' di fantasia e di bontà&lt;/span&gt;

Draghi, principesse, orchi, boschi, fate. Il mio mondo stava in quei 45 giri e in quei libri che leggevo portando il segno per un po’, fino a quando le voci che uscivano da quei dischi non prendevano corpo e diventavano una specie di cartone animato che si svolgeva tutto nella mia testolina. Vivevo ogni fiaba che ascoltavo e, col senno di poi, devo ammettere che facevo fatica a distinguere la realtà dalla mia immaginazione. Ma tutto era così prepotentemente vero; le paure, le gioie e il mare di sensazioni che quelle storie mi suscitavano erano sensazioni autentiche. Come potevo pensare che fosse tutto frutto della mia fantasia? Direi che anche oggi mi faccio molti film di cui sono l’unica spettatrice, senza neanche l’input di una fiaba sonora… ma siamo tutti un po’ bambini, no?

(Ricordo di &lt;a href="http://pannonica.splinder.com"&gt;Pannonica&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115196307971691691?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115196307971691691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115196307971691691&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115196307971691691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115196307971691691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/07/mi-ricordo-le-fiabe.html' title='Mi ricordo le fiabe'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115161772805696392</id><published>2006-06-30T00:40:00.000+03:00</published><updated>2006-07-06T00:26:58.126+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo lo "struscio"</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/Raffaella.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/Raffaella.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Molti si meraviglieranno, lo so, e mi considereranno un romantico di altri tempi, un ferrovecchio arrugginito che non ha saputo cogliere le belle novità dei giorni nostri. E forse è anche vero, giacché il mio ricordo più bello è l’immagine di mia moglie Raffaella, quando la vidi la prima volta. 
Successe nell’estate del 1965, ero sotto le armi e ero tornato a casa, a Lucca, per trascorrervi una licenza. Come in tutte le città, anche nella mia c’è una strada, la più bella e la più importante, dove la gente si reca, non appena si avvicina la sera, a passeggiare. Questo passeggio ha preso il nome, un po’ dovunque, di “struscio”, perché ci sono sempre due file che si toccano quasi, una che va in una direzione e l’altra in quella contraria. È una consuetudine che rende viva e sempre giovane la città. Forse non finirà mai. Ebbene, anch’io praticavo lo struscio, ed uno di quei giorni, all’inizio della bella via Fillungo, proprio davanti al negozio di fiori, che ora non c’è più, incorniciata dai suoi profumi e colori, vidi quella che sarebbe diventata mia moglie. Fui colpito dal suo volto delicato, dalla sua espressione sorridente, dai suoi capelli a treccia che le cadevano sulle spalle, dalla sua figura sottile e slanciata. Fu il colpo di fulmine. Mi domandai se una ragazza così bella potesse mai essere destinata a me, diventare la compagna della mia vita. Il cuore trepidava, colpito da quell’immagine, e la mente era in subbuglio per questa speranza che mi pareva così lontana. Invece il destino aveva già scelto per me, senza che lo sapessi. Infatti, stavo passeggiando in compagnia di una ragazza che viveva nello stesso paese della giovane sconosciuta. Si accorse dello sguardo che le avevo gettato e forse si avvide del sùbito innamoramento. “Si chiama Raffaella” – mi disse – La vorresti conoscere?” Fu abile e gentile e combinò un appuntamento, che avvenne in piazza San Michele, davanti alla vetrina di un negozio. Avevo messo un maglione giallo, che – mi disse poi Raffaella – l’aveva colpita, e l’avevano colpita le mie spalle e soprattutto il mio sorriso. Le piacqui subito – mi confessò poi -, ma io me ne ero già accorto quando, vedendomi per la prima volta, la vidi sorridermi. Ci scrivemmo spesso finché non tornai a casa al termine della leva. Ci fidanzammo il Sabato Santo del 1966 e principiò da quel giorno, con un amore mai interrotto, la nostra avventura. Ci sposammo il 5 settembre 1970. Raffaella è ancora – sebbene gli anni comincino a solcarle il viso – la ragazza spensierata, allegra e bella di quel primo incontro. Non potrei vivere senza di lei. Il 13 marzo e il 28 marzo del 1988 le dedicai due poesie: “Tu mi rimproveri” e “Mi giri attorno”, che potete trovare qui: http://xoomer.alice.it/badimona/poesie.htm.

(Ricordo di Bartolomeo Di Monaco - www.vibrissebollettino.net/archives/2006/01/tutte_le_lettur.html)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115161772805696392?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115161772805696392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115161772805696392&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115161772805696392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115161772805696392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-lo-struscio.html' title='Mi ricordo lo &quot;struscio&quot;'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115144739226204882</id><published>2006-06-28T01:28:00.000+03:00</published><updated>2006-07-04T16:07:30.150+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo le merendine</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/focus-giz-2-image5.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/focus-giz-2-image5.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo che snasavo i marciapiedi alla ricerca dei centesimi. Cercavo l'odore delle monetine. Quelle da 5 mi piacevano più di tutte anche se ero più contenta quando trovavo quelle da 10 o da 50. A volte capitava che sotto alle auto ne trovavo anche 100 di lire e allora saltavo dalla gioia correndo via dal posto in cui le avevo trovate per paura che qualcuno s'accorgesse di averle perse e venisse a richiedermele. Correvo e correvo. Fino a raggiungere la latteria all'angolo del palazzo. Aveva il portoncino come una serranda di finestra. Legno bianco. Scritta rossa dipinta con cura: L a t t e r i a. Latteria. Mi fermavo davanti alla porta di legno bianco ansimante. Sbirciavo dentro per vedere se c'era mia madre o qualcuno che mi conosceva, qualche vicina impicciona a fare la spesa. Se non c'era nessuno, entravo cauta e ansiosa di immergermi in quello spazio così piccolo eppure così pieno di mondo. Giravo sulle ballerine lucide e cominciavo a perlustrare gli scaffali. Un abbraccio di 3 metri per 3 pieno zeppo di colori, di carte e scritte, di scatole, di odori. Rosso, verde, bianco, viola. Blu. Blu. Blu. Rosso. Girelle, Mu, latte, Aranciata, Sprite, Big Buble, croccanti e galatine. Allora cominciavo a sentirmi confusa. Un senso di disorientamento mi prendeva lì, ferma al centro di tutto quel mondo di sapori e odori e colori tra cui scegliere. Niente però, niente di tutto quello che mi circondava mi attraeva più del contrasto tra il vaso di vetro riempito di giallo e quello di vetro riempito di nero, poggiati simmetricamente sul bancone. La signora della latteria già apriva i coperchi e sorrideva. Io porgevo le 100 lire e aspettavo con il palmo aperto. Per un istante, chiudevo gli occhi per sentire come una scoperta il peso leggero di quel giallo e di quel nero poggiato sulla pelle. Riaprivo gli occhi. Chiudevo il palmo. Salutavo e correvo via. Di nuovo correvo. Giù per la discesa che portava ai giardini. I giardini del salice piangente e dei cani sempre pieni di cacca da buttare fuori e di passeggini e di mamme e di palloni colorati. Mi mettevo sotto al salice e aprivo il pugno. All'ombra del salice felice sfilavo la rotella di liquirizia e masticavo la cingomma salata che frizzava in bocca. E pensavo a mia madre, all'ultima inutile raccomandazione sulla porta di casa. Non ti rovinare la cena...

(Ricordo di &lt;a href="http://amletica.splinder.com"&gt;Noce&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115144739226204882?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115144739226204882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115144739226204882&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115144739226204882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115144739226204882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-le-merendine.html' title='Mi ricordo le merendine'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115134657588637508</id><published>2006-06-26T21:22:00.000+03:00</published><updated>2006-07-04T16:08:29.230+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo la bocca rossa di Marilyn</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/marylyn.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/marylyn.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
La bocca rossa luccicò in primo piano sul grande schermo, non appena Marilyn si girò nel sonno, a favore della cinepresa. Una scintilla di sensualità mi trapassò la fronte. Il film era "Niagara". Lo davano in visione d'essai al Cinema Farnese. Nella sala ci fu un urlo collettivo sommesso: "Diviiiiina!". Gli spettatori erano tutti gay. Da quella sera il rossetto rosso divenne il mio accessorio primario. Potevo essere struccata, pallida, abbronzata. Ma non rinunciavo al rossetto rosso sulle labbra. Una volta ci ho anche dormito per vedere se funzionava l'effetto Marilyn. Il risultato fu effetto Barnum misto Shining. Nessuna, dopo Marilyn, è stata in grado di provocare un "Diviiiiina!" da parte del pubblico gay: l'unico in grado di stabilire se un'attrice è o non è una Star.

(Ricordo di &lt;a href="http://marinabellini.it"&gt;MarBel&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115134657588637508?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115134657588637508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115134657588637508&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115134657588637508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115134657588637508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-la-bocca-rossa-di-marilyn.html' title='Mi ricordo la bocca rossa di Marilyn'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115113705979881803</id><published>2006-06-24T11:05:00.000+03:00</published><updated>2006-07-04T01:26:12.160+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il tema di italiano</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/tema2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/tema2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Verso la fine dell'era quaternaria frequentavo il liceo classico. In quei remoti tempi felici, dopo i tre anni di scuola media, al classico c'erano due anni di ginnasio e poi tre anni del liceo propriamente detto. In prima liceo si cambiava comunque professore di italiano e proprio quell'anno era arrivato un professore nuovo, sulla quarantina o giù di lì, dall'aria austera e dall'eloquio secco, essenziale, quasi tagliente. Aveva sangue blu, ma non se la tirava poi troppo. Prima settimana di scuola, prime due ore di italiano,.tema in classe, ovvio. Naturalmente non posso ricordare quale fossel'argomento da sviluppare, ma non ho mai più dimenticato come andò.

Non so se usa ancora così, ma all'epoca i temi si scrivevano su fogli protocollo a righe. Li si piegava in due in verticale e si scriveva sulla metà sinistra del foglio, lasciando tutta la metà destra vuota per le correzioni. Un tema che si rispettasse *non poteva* essere lungo meno di tre facciate (noi le chiamavamo "colonne"), per prendere un *8* dovevi scriverne almeno quattro, se poi aspiravi a qualcosa di più prendevi un altro foglio e continuavi sulla quinta facciata, la sesta, ecc.

Svolto il tema, lo consegno al professore. Ho riempito le mie brave 4 facciate e sono in pace col mondo. Così anche tutti gli altri miei compagni, ovvio. Ci aspettiamo che il prof ci riporti il compito corretto la settimana dopo, e naturalmente ciascuno muore dalla voglia di sapere come sarà valutato (è il primo impatto). Invece no. Il giorno dopo c'è una sola ora d'italiano e il prof ci riporta i temi e ce li riconsegna. 
Non ci sono correzioni, non c'è il voto. Dice: "Bene, ragazzi, ora avete un'ora di tempo per analizzare i concetti che volevate esprimere nel vostro tema, cerchiarli uno per uno e dirli tutti ugualmente usando solo 2 facciate". Silenzio tombale... facce sbigottite... "Ma come? Il tema è buono quando è lungo, no? Cosa gli salta in mente a questo qui?" Non fu facile, anzi era durissimo. E lui implacabile a stralciare con segnacci vigorosi i periodi troppo lunghi, gli aggettivi superflui, le frasi che contenessero più di una subordinata. E giù una pioggia di votacci a chi proprio non voleva rassegnarsi alla brevità.

Così, per i tre anni successivi, fu una continua rincorsa a fare temi corti, chiari, dalla struttura logica rigorosa sviluppata con costruzioni linguistiche semplici (soggetto -predicato -complemento). 
E guai a chi parlava di "fare la brutta copia". No, no, solo "belle copie", tutto di getto: che importa se c'è qualche correzione? 
Ci dava al massimo un'ora, sia che si trattasse di raccontare le vacanze estive che di commentare un brano del Manzoni.
 Inutile aggiungere che nella mia scuola la nostra Terza C fu la migliore classe della Maturità 1970-71.

(Ricordo di &lt;a href="http://ilditoelaluna.splinder.com"&gt;Il dito e la luna&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115113705979881803?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115113705979881803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115113705979881803&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115113705979881803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115113705979881803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-il-tema-di-italiano.html' title='Mi ricordo il tema di italiano'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115101278918421210</id><published>2006-06-23T00:44:00.000+03:00</published><updated>2006-07-04T01:22:05.326+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il Subbuteo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/subbuteo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/subbuteo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo un campo di calcio, ventidue giocatori disposti con cura e grande sapienza tattica. Gli attaccanti pronti ad attaccare e i difensori a difendere. Ma anche viceversa. Che poi, a pensarci, le regole del gioco non le ricordo quasi più. Ma il Subbuteo, invece, quello sì che lo ricordo. Un panno verde steso su una tavola di truciolato, quante punesse che si usavano. Perché si usavano le punesse, mi pare. O almeno le usavo io. Che ieri, pensando a questo Mi ricordo, son sceso in cantina. Chissà se ritrovo le mie vecchie squadre, mi son detto. E scendendo in cantina, a cercare le mie vecchie squadre, io pensavo di trovare, che ne so, il Brasile. O anche l'Italia. O almeno l'Inghilterra. E invece, quando poi le ho trovate, mi sono accorto che no. Il Bari, avevo. E anche un'Argentina con tutti i giocatori di colore. E poi anche Haiti. Che strane squadre avevo. Comunque, che partite a Subbuteo. Che tornei, d'estate. Perdevo sempre, io. O almeno così mi ricordo. Io avevo solo il campo da gioco e qualche squadra. Spesso le ginocchia leggermente piegate dei giocatori si spezzavano, schiacciate da qualcuno o qualcosa. Ero bravissimo ad incollarle. Ma altri avevano anche un sacco di accessori, le transenne, il pubblico, gli arbitri, addirittura gli omini con le braccia alzate per battere la rimessa laterale. Un po', ma giusto un po', li invidiavo quelli che avevano tutti questi accessori.
Che, poi, ma non ne sono sicuro, pare che a decretare la fine del Subbuteo sia stato Paul Wolfowitz, a quei tempi amministratore della Hasbro, poi diventato il viceministro della Difesa di Bush. Uno proprio cattivo, ecco. E poi, per finire, quando ieri son sceso in cantina a cercare le mie vecchie squadre del Subbuteo, ho trovato anche un modellino di treno della Lima. Ma questa mi sa che è un'altra storia.

(Ricordo di &lt;a href="http://www.botulinux.net/8e49"&gt;8e49&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115101278918421210?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115101278918421210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115101278918421210&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115101278918421210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115101278918421210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-il-subbuteo.html' title='Mi ricordo il Subbuteo'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115092588416982702</id><published>2006-06-22T00:31:00.000+03:00</published><updated>2006-06-22T16:11:43.620+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo lo S.H.A.D.O.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/dmobile.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/dmobile.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo l'Intercettore e lo S.H.A.D.O. Mobile della Dinky Toys, che furono il mio sogno infantile per molto tempo. Erano giocattoli, ma innanzitutto modelli di metallo pesante, bellissimi. che riportavano al mondo (allora ancora rigorosamente in bianco e nero) della TV dei ragazzi. Con il comandante Straker e le stupende ragazze dalla parrucca "metallizzata" che tanto colpivano la mia fantasia preadolescente. Specie il "tenente Ellis". L'intercettore era di un colore difforme da quello della serie TV (verde acido anzichè bianco, chissà perchè). Riuscì a ottenere che mia nonna Colomba, in occasione di uno dei suoi viaggi annuali dal sud alla città dove ero nato e sono cresciuto, me li regalasse (uno per anno, ovviamente), perchè giocattoli così costosi non rientravano nel nostro budget familiare. Promisi in cambio cose mirabolanti dal punto di vista comportamentale. E sottoscrissi un foglietto in cui dichiaravo di non avere altre richieste di giochi, purchè mi venisse regalato lo S.H.A.D.O. Mobile. Ricordo che mia nonna, che era una donna molto spiritosa - spirito semplice, popolare - scherzava sempre paragonando la per lei misteriosa parola S.H.A.D.O. a un'altra che nel suo dialetto significava "dissenteria". Con quel pezzi UFO ci giocai per anni finchè non passò l'età del gioco. Passando attraverso l'epoca del modellismo, usai dei soldatini 1:72 della Atlantic per realizzare i personaggi principali, Straker, il colonnello Freeman e la squadra di pattuglia dello S.H.A.D.O. Mobile. Usavo lavorare con uno spillo rovente i soldatini originali per modificare le uniformi. La pittura della Humbrol faceva  il resto. Purtroppo non potevo creare i personaggi
femminili. L'Intercettore e lo S.H.A.D.O. Mobile, ammaccati, ce li ho ancora.

(Ricordo di &lt;a href="http://williamnessuno.splinder.com"&gt;Williamnessuno&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115092588416982702?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115092588416982702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115092588416982702&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115092588416982702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115092588416982702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-lo-shado.html' title='Mi ricordo lo S.H.A.D.O.'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115083596553998173</id><published>2006-06-20T23:37:00.000+03:00</published><updated>2006-06-21T01:01:53.703+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo i libri per ragazzi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/pal.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/pal.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Quand'ero bambino, facciamo quando frequentavo le elementari, in casa mia non c'erano che i libri di scuola, solo quelli. Ora ne ho tanti che se pure campassi quattro secoli, e non ne portassi più in casa, non ce la farei a leggerli tutti. E' la legge del contrappasso, una condanna che mi infliggo da solo ogni giorno. Non è esatto dire che c'erano solo testi scolastici, il libro di lettura e il mitico sussidiario (miei e di mia sorella più grande). Prima che leggessi e rilegessi i primi due romanzi della mia vita, "I ragazzi della via Pal" di Ferenc Molnar e "Il principe e il povero" di Mark Twain, gli unici che interruppero la serie infinita di "Topolino", "Capitan Miki" e "Grande Blek", prima di due testi che hanno impresso nei miei gusti letterari i segni fondanti dell'avventura, del gioco, dell'umorismo e della tragedia (poi venne "Totò il buono" di Zavattini e fui irrimediabilmente perso), prima e contemporaneamente a casa c'era un piccola enciclopedia per ragazzi: "Vedere e sapere". E' stata buttata in qualche trasloco, ormai aveva tutti dorsi rotti, dopo rudimentali restauri con il nastro adesivo trasparente, le pagine erano ingiallite, qualcuna quasi del tutto strappata e c'erano sottolineature a penna e matita un po' dovunque.

"Vedere e sapere" è stata la Bibbia della mia infanzia. Erano, se la memoria non è completamente guasta, quattordici smilzi volumi, con la copertina blu e dei fregi argentati. Non era, sempre se ricordo bene, né alfabetica né tematica. Era pensata come una lettura progressiva o saltellante, soggetta ai benefici del caso. Erano alternati, ogni tre o quattro pagine, argomenti di storia, geografia, scienza, favole di un vari paesi, riassunti illustrati con piccole vignette e didascalie dei grandi romanzi (ricordo "David Copperfield") che io saltavo perché ero più attratto dalla storia e dalla geografia. I vari capitoli dell'enciclopedia erano illustrati con disegni che non differivano molto da quelli dei libri di scuola, mi sembravano solo più esotici. C'erano storie che leggevo e rileggevo. Ne ricordo bene una per tutte: era la rielaborazione di una favola africana, s'intitolava, più o meno, "Quando le cose cominciarono a parlare". Raccontava di un villaggio nel quale, a un bel giorno, porte, pentole, coltelli e sedie cominciarono a parlare. Il disegno che accompagnava il testo raffigurava un negro ciccione che saltava su da uno sgabello di legno, la faccia spaventata guardava un'altra faccia, quella che improvvisamente era comparsa sulla superficie piana dello sgabello, un'espressione rabbiosa ma divertente.

Ricordo anche delle pagine che mettevano in fila i volti delle varie razze umane. Allora l'antropologia e il politically correct non esistevano. Si chiamavano razze. C'era il lappone con il cappuccio colorato, l'esquimese con gli occhi a mandorla e il copricano impellicciato, il cinese con il codino, il pellerossa con le piume, l'andino, lo scandinavo biondo, lo spagnolo bruno, il balcanico indefinito, l'indiano, il turco con la pipa, l'arabo con il turbante. E c'erano i negri. Probabilmente "Vedere e sapere" era stata pensata negli anni Cinquanta, quando l'Italia vantava ancora un passato di piccola, sgangherata e sciagurata potenza coloniale. Le facce in fila davano molto spazio alle popolazioni del Corno d'Africa: c'era il somalo, l'eritreo, l'etiope, il masai, e poi i bantu, lo zulu e quelli del Biafra. Tutta gente che si puzzava di fame. Ma per me gli africani erano magnifici, con i loro volti tutti scuri ma così diversi. Chi aveva facce tonde, grasse con labbra carnose e nasi camusi, le donne con i colli da giraffa allungati artificialmente, gli eritrei con i capelli lungi crespi, che sembravano una sorta di maghi medievali, altri volti erano magri, con nasi sottili, belli e sempre neri neri. E poi quei vestiti che si intravedevano dai disegni: coloratissimi. Immaginavo, come tutti i bambini, di fare, un giorno, l'esploratore. Nelle cartine geografiche c'erano ancora delle piccole zone grigie: non c'era scritto "hic sunt leones", ma, senza saperlo, questo pensavo io.

(Ricordo di &lt;a href="http://rapportoconfidenziale.splinder.com"&gt;Rapportoconfidenziale&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115083596553998173?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115083596553998173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115083596553998173&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115083596553998173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115083596553998173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-i-libri-per-ragazzi.html' title='Mi ricordo i libri per ragazzi'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115075451090155413</id><published>2006-06-20T01:00:00.000+03:00</published><updated>2006-06-30T19:27:23.786+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo Rai Stereonotte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/stereonotte_logo_nuovo.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/stereonotte_logo_nuovo.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo Rai Stereonotte. Incominciava sulla modulazione di frequenza di Radio 3 alle 24,30, dopo il Giornale della Mezzanotte, terminava alle 6,00 del mattino. La trasmissione, ideata da Pierluigi Tabasso, aveva una sigla scritta da Roberto Colombo che si chiamava Viaggiando. Andò in onda dall’ 8 novembre 1982 al luglio 1995. Io incominciai a seguirla abitualmente intorno al 1983/84, specialmente nel fine settimana. Mi ricordo i led rossi del radioregistratore sulla scrivania, e le cuffie che mi aprivano quel mondo musicale. I conduttori che si alternavano si portavano i dischi da casa, erano lì esclusivamente a trasmettere la musica che reputavano interessante, ognuno aveva la sua “linea”, seguiva i propri generi, faceva le proprie scoperte. Ogni genere musicale aveva una sua voce corrispondente, voci spesso straordinariamente radiofoniche. C’era Massimo Cotto, “specializzato” in Bruce Springsteen e rock americano insieme a Mauro Zambellini, Teresa De Santis con il post punk e la new wave inglese di This Mortal Coil, Big Country, Smiths, Cocteau Twins, Eco &amp; the Bunnymen, il garage underground australiano di Francesco Adinolfi, il folk e la sperimentazione di Emanuele Li Castro, il pop anglosassone di Giancarlo Susanna. E mi ricordo, c’erano anche Ernesto Assante, Ernesto De Pascale, Felice Liperi, Peppe Videtti, Giampiero Vigorito. La voce che mi ricordo di più è quella di Teresa De Santis: morbida, profonda, un po’ sensualnotturna. Io non sognavo Teresa De Santis, ma la su a voce. Avrei voluto vedere Teresa De Santis in studio prima di mandare un pezzo. Poi, però, mi dicevo che se l’avessi vista dal vivo la sua voce avrebbe perso il suo invincibile fascino. Mi ricordo quando Teresa De Santis annunciò &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Where the rose is sawn&lt;/span&gt; dei Big Country, appena usciti con &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Steel Town&lt;/span&gt;: al primo rullare della batteria, quasi da marcetta, e al primo accordo di chitarra fui definitivamente innamorato di Teresa De Santis. Della sua voce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115075451090155413?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115075451090155413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115075451090155413&amp;isPopup=true' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115075451090155413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115075451090155413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-rai-stereonotte.html' title='Mi ricordo Rai Stereonotte'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115065987463017418</id><published>2006-06-18T22:42:00.000+03:00</published><updated>2006-06-19T06:44:11.256+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo i gelati</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/algida.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/algida.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo il gelato. Ma non uno solo. Due per ogni occasione:
Al mare, dopo la corsa sulle macchinine: la Pantera rosa con la faccia disegnata ai gusti fragola, panna e cacao, sul retro uno strato di cioccolato. E il Cono palla che mi cascava sempre la palla ...  al caramello... mica mi piaceva...
Ai giardinetti di Modena, la zia offriva la bistecca Bismark col sugo di succo di lamponi o gli spaghetti al ragù di frutti di bosco... d'altronde è piatto locale...
Nella gelateria sotto casa il puffo, psichedelico, colore e insapore... E il cioccolato bianco, un pregio, una rarità... Nel cono se sei diventato grande...Nella coppetta se ancora no. Chissà se magari non mi avessero abbandonato avrei fatto scelte meno drastiche, che ora per principio niente remake, guerre, carne, primi, sambuche e galak... Fortuna che in giro, se pure a fatica, il break si trova.  

(Ricordo di &lt;a href="http://baju1.splinder.com"&gt;Baju&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115065987463017418?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115065987463017418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115065987463017418&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115065987463017418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115065987463017418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-i-gelati.html' title='Mi ricordo i gelati'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115062051854998722</id><published>2006-06-18T11:45:00.000+03:00</published><updated>2006-06-19T01:52:29.353+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il Mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/campana.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/campana.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Prima i compiti, e poi, alle quattro, tutti in giardino a discutere per due ore sul gioco da fare e andava a finire che ogni volta bisognava fare la Conta. Sotto la cappa del camino…Astamblam…Unci dunci…esistono ancora le Conte? Mio figlio non ne conosce, ma d’altra parte non ha nemmeno mai avuto le croste nelle ginocchia, peccato, io ho ancora una bella cicatrice rotonda, frutto di una gara di salto dal muretto. Una volta non c’erano i cerotti sofisticati di adesso, mia mamma prendeva l’alcool, ché secondo lei l’acqua ossigenata non disinfettava abbastanza, figurati, se non brucia non può disinfettare, e me lo versava direttamente sul ginocchio e guai a fiatare, così la prossima volta stai più attenta. Mi fasciava e subito via, zoppicando, ancora in giardino. La tragedia era il cambio della medicazione, ché la garza si attaccava alla ferita e staccarla era un dramma, tanto che mi sembra di sentirlo ancora adesso il dolore per quello strappo tremendo, che però allora non impediva certo di tornare giù in cortile. I maschi volevano sempre giocare a pallone, e allora in genere si finiva per litigare e noi femmine li abbandonavamo per giocare al Mondo. Dentro il giardino c’erano aiuole e ghiaia, e quindi dovevamo uscire dal cancello e andare di fianco alla casa, in una piccola strada privata, bella e liscia come una lavagna. Sull’asfalto si poteva disegnare, con un sasso, il grande rettangolo del Mondo, con la mezzaluna sulla cima. Lo si divideva in dieci settori numerati, dal primo in basso a destra, 1..2…3..fino al 10, in basso a sinistra. A turno, poi, si lanciava un sasso, piatto e liscio, a mo’ di piattello, l’abilità stava nel farlo cadere nella casella giusta, e, saltando con un piede solo, lo si doveva raccogliere, senza toccare le linee..la uno..la due e via, fino alla dieci.
Se sbagliavi dovevi ricominciare e peggio per te. Con il sasso sulla fronte, e poi sulla spalla, e poi sul dito e, via via sempre più difficile, dovevi passare tutte le caselle, chiedendo “permesso”, e, se ti veniva accordato, nessun problema, il passo era facile, ma c’era sempre una carogna che ti rispondeva ”indietro” e allora dovevi saltare la casella proibita..e il sasso cadeva quasi sempre. La parte più bella era quella finale, quando, ad occhi chiusi, dovevi oltrepassare tutte le caselle del Mondo, senza mai pestare la riga e ad ogni passo chiedevi “cielo?” se ti rispondevano “sereno” proseguivi, se invece la risposta era “nuvoloso” avevi sbagliato e indietro e daccapo. A dir la verità esisteva anche un’altra versione del cielo-sereno, era quella meno fine dei maschi: ham- salam-cotghè… ham-salame-cotechino. E poi tutti a far merenda e a guardare Giramondo il Cinegiornale dei Ragazzi. Non avete capito nulla, vero? Poco male, io ho giocato e adesso sto meglio. 

(Ricordo di &lt;a href="http://francescaferrari.net"&gt;Francesca Ferrari&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115062051854998722?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115062051854998722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115062051854998722&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115062051854998722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115062051854998722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-il-mondo.html' title='Mi ricordo il Mondo'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115049561076818942</id><published>2006-06-17T00:59:00.000+03:00</published><updated>2006-06-20T09:58:33.520+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo la scrittura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/pennini.1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/pennini.1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo che alle elementari la maestra ci faceva scrivere con pennini innestati su cannule di plastica (che per i bambini più facoltosi erano d'osso). Mi ricordo il raspare del pennino sulla carta dei quaderni. Non potevamo usare le penne stilografiche, che per la maestra erano una specie di diavoleria tecnologica che avrebbe potuto minare alle fondamenta la nostra capacità di scrivere. Le penne a sfera, che pure già esistevano, erano un vero e proprio tabù. Mi ricordo l'odore dell'inchiostro in cui noi bambini intingevamo il pennino: era un odore buonissimo, 
dolciastro, che faceva venire una gran voglia di berlo, l'inchiostro.Mi ricordo che alle medie scoprii il ciclostile. Erano i primi anni Settanta. Facevamo un giornalino di classe con la prof d'Italiano, che si chiamava professoressa Melani, mi ricordo. Dovevamo battere a macchina il testo degli articoli su un supporto strano che si chiamava "matrice", e sulla matrice tracciavamo anche le linee dei disegni e delle illustrazioni che corredavano il testo. Poi questa "matrice" veniva fissata sul rullo della macchina che si chiamava "ciclostile", e girando una manovella del
ciclostile uscivano in serie fogli che riproducevano quello che avevamo tracciato sulla matrice. Suppongo che in qualche punto della procedura mettessimo inchiostro nel ciclostile, ma dove e come lo mettessimo proprio non me lo ricordo. Mi ricordo la carta assorbente. Era un miracolo di segni e tracce inchiostrate puramente casuali. Mi ricordo che appoggiavo il pennino inchiostrato sulla carta assorbente, e l'inchiostro - colando dal pennino - lasciava sulla carta una macchia fantastica, che si allargava e cambiava forma secondo leggi imprevedibili. Mi ricordo che passavo ore tentando di interpretare i geroglifici che si formavano sulla carta assorbente.

(Ricordo di &lt;a href="http://letturalenta.net"&gt;Letturalenta&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115049561076818942?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115049561076818942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115049561076818942&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115049561076818942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115049561076818942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-la-scrittura.html' title='Mi ricordo la scrittura'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115040563324462363</id><published>2006-06-16T00:02:00.000+03:00</published><updated>2006-06-23T14:56:30.770+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo la Graziella</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/graziella.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/graziella.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo delle due paia di scarpe di mia madre. Un paio per l'estate, aperto dietro. L'altro per l'inverno, chiuso, un po' alto a mo' di stivaletto. Mi ricordo di tutte le volte che mio padre diceva a mia madre che è meglio così, che si mangi pane e cipolla, che poi pensandoci pane e cipolla sebbene fosse qualcosa che gli andava vicino. mi ricordo di tutti i vestiti fatti con centrini di colore rosa, del duro del cappellino in tricot inamidato. E della Graziella blu, che mia madre diceva che una
bici così bella lei non l'aveva avuta mai.

(Ricordo di &lt;a href="http://labottegadiscrivana.splinder.com"&gt;Scrivana&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115040563324462363?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115040563324462363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115040563324462363&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115040563324462363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115040563324462363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-la-graziella.html' title='Mi ricordo la Graziella'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115032156895119467</id><published>2006-06-15T00:41:00.000+03:00</published><updated>2006-06-16T21:55:28.043+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il Mitico Thor</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/thor2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/thor2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo il Mitico Thor, un fumetto della Marvel. La copertina lucida, coloratissima che preannunciava cosa sarebbe accaduto in quel numero. La grande scritta in cima: THOR. Non so perché quella copertina creava una specie di duplice attesa, per quello che stava per accadere in quel numero e per quello che sarebbe accaduto ancora nei numeri successivi. Non so se lo ricordate anche voi. E' un supereroe un po' atipico come i tanti lavoratori di oggi. Nasce nel 1962 grazie a Stan Lee e Jack Kirbi e prende le mosse dalla mitologia nordica legata al dio del tuono e del lampo. Io lo lessi fuori tempo. Ho un cugino di cinque anni più grande di me, lui lo leggeva al momento giusto ed io appresso, forse troppo presto. Diciamo che sono passata direttamente da Topolino a Thor e poi altri per arrivare successivamente a Linus. Ma tutto in anticipo. Thor era figlio del dio Odino (ma che razza di nome poi per il padre degli dei, per Zeus! mandato dal padre in punizione sulla Terra ad imparare unpo' di umiltà (!?). Comunque il Mitico Thor aveva la capacità per me affascinante di volare appeso ad un martello, ad un martello così pesante che lui era l'unico a poter sollevare. L'altra caratteristica affascinante era che lui volava appeso al legaccio di cuoio del martello che, fatto ancor più straordinario, non si spezzava!

(Ricordo di Spalluzza)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115032156895119467?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115032156895119467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115032156895119467&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115032156895119467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115032156895119467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-il-mitico-thor.html' title='Mi ricordo il Mitico Thor'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115023632272805515</id><published>2006-06-14T01:02:00.000+03:00</published><updated>2006-06-16T21:57:28.413+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo il giradischi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/giradischi.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/giradischi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Ricordo che negli anni ottanta un tizio mi disse che se volevo "scratchare" con i vinili senza rovinare il motorino del giradischi, avrei dovuto ritagliare da un giornale un cerchio delle dimensioni di un trentatré giri, e piazzarlo fra il disco e il piatto. Ricordo che disse che in questo modo il disco sarebbe scivolato sulla carta mentre il piatto girava normalmente. Ricordo che gli credetti e feci come disse. Ricordo che misi su Bad di Michael Jackson e provai a scratchare come avevo visto fare in televisione. L'idea era di esibirmi alla mia festa di compleanno. Fra un po' avrei compiuto dodici anni. Ricordo che poggiai le dita sul disco e ne fermai la rotazione. Ricordo che Jacko emise una  specie di rutto mentre rallentava. Poi da sotto il giradischi vidi uscire del fumo. Ricordo che lasciai andare il disco che però non riprese a girare. Ora che ci penso, ricordo che non riprese a girare mai più.

(Ricordo di &lt;a href="http://renault4.blogspot.com"&gt;R4&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115023632272805515?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115023632272805515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115023632272805515&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115023632272805515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115023632272805515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-il-giradischi.html' title='Mi ricordo il giradischi'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115014963968653295</id><published>2006-06-13T00:59:00.000+03:00</published><updated>2006-10-28T21:28:22.540+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo i soldatini Atlantic</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/Toy_f_extra_0028.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/Toy_f_extra_0028.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
C’erano gli italiani, i tedeschi, i russi, i giapponesi. C’erano pure gli antichi romani, i troiani, i pellerossa e i soldati americani confederati. Mi ricordo quei soldatini Atlantic di ogni genere, che alimentavano con forza un’immaginario senza confini. Anche se, a pensarci bene, quando ci giocavo la fantasia spesso doveva fare i conti con la storia, quella del Sussidiario (Mi ricordo che si chiamava &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chiarocielo&lt;/span&gt;). Perché, alla fine, io le battaglie le facevo andare proprio come nella Storia. Inizialmente, almeno, le cose si svolgevano come nella realtà di secoli addietro. Poi, mi ricordo, le cose cominciarono a trasformarsi. I romani cominciarono a prenderle di santa ragione dai Sanniti (che poi erano i troiani ribattezzati per l’occasione), e i pellerossa sbaragliavano sempre l’esercito americano. Mi ricordo anche che, in ogni battaglia mica morivano tutti, no: C’erano anche molti feriti, questo sì, ma guaribili entro un mese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115014963968653295?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://melpunk.splinder.com' title='Mi ricordo i soldatini Atlantic'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115014963968653295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115014963968653295&amp;isPopup=true' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115014963968653295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115014963968653295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-i-soldatini-atlantic.html' title='Mi ricordo i soldatini Atlantic'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115006456567971130</id><published>2006-06-12T01:18:00.000+03:00</published><updated>2006-06-13T01:49:40.683+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo le scatole di latta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/Plasmon.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/Plasmon.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;


Mi ricordo le scatole di latta. Quelle dei biscotti, quelle dei cioccolatini. Quando io sono nato andavano un po' in disuso. O, perlomeno, si riservavano a certe occasioni. Come i regali di Natale, per esempio, o quelli per i maestri, quando finiva la scuola. O, ancora, le ricordo in ospedale, se c'era stato qualcuno con l'appendicite. Casa mia era piena di scatole di latta. Mio padre ci conservava i chiodi, le viti, i rocchetti di spago e lo scotch (nel senso di nastro isolante, non di whisky). Insomma, lui ci metteva dentro tutta quella minutaglia d'hardware che altrimenti era un problema tenere in ordine. Le scatole di latta. Ne ho una anch'io, di biscotti Lazzaroni, ma l'ho lasciata a mia figlia. Dentro c'erano un po' di tubetti di colori ad olio, due o tre pennelli, qualche boccetta d'inchiostro: il nero, il seppia, il verde, il bianco, più pastoso, una manciata di vecchi pennini. Mi ricordano, e ricordano a mia figlia, che c'è un passato che si può chiudere e riaprire.

(Ricordo di &lt;a href="http://calma.splinder.com"&gt;Fuoridaidenti&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115006456567971130?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115006456567971130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115006456567971130&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115006456567971130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115006456567971130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-le-scatole-di-latta.html' title='Mi ricordo le scatole di latta'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-115002149986959059</id><published>2006-06-11T13:23:00.000+03:00</published><updated>2006-06-13T09:02:48.260+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo “Il Monello”, “Intrepido”, “Albo Story” e “Ghibli”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/gegiamiranda.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/gegiamiranda.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Erano i fumetti della mia adolescenza, assieme a “Topolino” e a “Diabolik”, ovviamente. Mi ricordo quei bellissimi disegni che provavo a ricopiare senza alcun successo e quelle stupende donne a cui cercavo invano di somigliare, prima fra tutte Gegia Miranda, l’amante di Billy Bis. Come chi era Billy Bis? Era il super agente segreto che rimaneva vivo (non so come) dopo aver superato indenne scontri con le spie nemiche e incontri con tante belle donne. Aveva anche una fidanzata, Dorothy, un’agente pure lei… ma Gegia Miranda, l’avventuriera, era lei conduceva le danze.Rico rdo anche che mia sorella maggiore nascondeva i fumetti nella cassapanca in camera da letto, per non prestarmeli. Ricordo anche che io li rimettevo sempre lì, al loro posto, dopo averli letti e strappato le pagine che mi interessavano, quelle che cercavo di ricopiare. Sarà stato per questo che mia sorella nascondeva i suoi fumetti? Sarà stato per questo che non ho mai imparato a disegnare? Mi ricordo che per dispetto la iscrissi alla Scuola Radio Elettra, utilizzando un coupon che avevo trovato sull’Intrepido. Quando arrivò il materiale a casa mio padre la mise in punizione: Gegia Miranda aveva colpito ancora. Mi ricordo anche “Lone Wolf”, il giustiziere, ma il genere western non mi ha mai affascinata molto; troppa polvere, troppo sole, troppi serpenti a sonagli. Non era l’ambiente giusto per Gegia Miranda.

(Ricordo di &lt;a href="http://pannonica.splinder.com"&gt;Pannonica&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-115002149986959059?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/115002149986959059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=115002149986959059&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115002149986959059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/115002149986959059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-il-monello-intrepido-albo.html' title='Mi ricordo “Il Monello”, “Intrepido”, “Albo Story” e “Ghibli”'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-114992961493578368</id><published>2006-06-10T11:46:00.000+03:00</published><updated>2006-06-11T01:18:25.860+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo le Scimmie di Mare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/Scimmie_di_mare.1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/Scimmie_di_mare.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;


Same Govi, un nome che faceva concorrenza alla mitica A.C.M.E. del coyote più sfigato del Gran Canyon. Era quella la ditta che possedeva il segreto delle scimmie di mare. 
Dalla polvere alla vita attraverso l’acqua. “Una vasca di felicità” promettevano gli annunci, dalle pagine dei fumetti di quegli anni (che poi erano gli anni ’70). “Il miracolo della vita istantanea” vaticinavano. “Possono essere anche ammaestrate” concludevano. Tre bustine e un foglietto di istruzioni complicatissime componevano la confezione: tanto bastava per iniziare l’avventura della vita. Perché sì, le ho ordinate – anche se soltanto diversi anni dopo, una volta raggiunta una certa indipendenza economica – ma non ho mai avuto il coraggio di far entrare in contatto quella polverina primordiale con dell’acqua. Ho ritrovato le mie scimmie di mare qualche tempo fa, durante un trasloco. Intatte. Ancora pronte a diventare forme di vita. Adesso sono qui, nel cassetto della mia scrivania. Dormienti. Cristallizzate in uno stato fossile di vita sospesa. Ogni tanto le guardo, e sono contento che debbano ancora vivere la loro folle, acrobatica, felice, ammaestrabile esistenza.

(Ricordo di &lt;a href="http://terzapersona.splinder.com"&gt;Synesius&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-114992961493578368?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/114992961493578368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=114992961493578368&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114992961493578368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114992961493578368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-le-scimmie-di-mare.html' title='Mi ricordo le Scimmie di Mare'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-114980122558191352</id><published>2006-06-09T00:06:00.000+03:00</published><updated>2006-06-10T10:30:32.340+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo la Due Cavalli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/7412.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/7412.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mi ricordo l’amore ai tempi della due cavalli. Me lo ricordo come se fosse qualcosa avvenuto ieri.Rivedo R. che parcheggia davanti al mio portone e mi invita a salire: ha l’aria elettrizzata di chi ha comprato la sua prima auto.Guida ostentando sicurezza, come al solito; in sottofondo le canzoni di Rino Gaetano. A me sembra di stare sull’auto più bella del mondo. Ridiamo e parliamo fitto continuando a sfiorarci, come si fa quando si è innamorati a vent‘anni.Arriviamo in riva al lago e parcheggia in un  posto defilato. Mi ricordo la sua stretta, lo scambio dei respiri, i bisbigli appesi all’orlo delle labbra, il battito nel petto, l’affondare nei sedili caldi, con l’odore di nuovo sospeso nel buio.Mi ricordo la mia testa sulla sua spalla, le dita intrecciate, il buio attraversato dai progetti e dai sogni &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ma la notte la festa è finita, evviva la vita... &lt;/span&gt;

(Ricordo di &lt;a href="http://yzma.splinder.com"&gt;Yzma&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-114980122558191352?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/114980122558191352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=114980122558191352&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114980122558191352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114980122558191352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-la-due-cavalli.html' title='Mi ricordo la Due Cavalli'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-114962776814443126</id><published>2006-06-06T23:58:00.000+03:00</published><updated>2006-06-09T11:28:38.073+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo le Crystal Ball</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/crystal70.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/200/crystal70.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;


Mi ricordo le Crystal ball, che poi sarebbe singolare ma noi le chiamavamo "le" Crystal ball. Era una roba credo di fabbricazione inglese che dire tossica è dire poco, e a pensarla tra le mani di un bambino oggi, ci scapperebbe la denuncia per maltrattamenti con aggravante del danno all'ozono. Le Crystal ball erano rosse blu e verdi e mi sembra pure gialle, io almeno mi litigavo sempre quei colori lì con mio fratello maggiore. Di solito era lui che metteva in croce il genitore per averle, le vendevano pure dall'edicolante. Mi ricordo una domenica che doveva essere di festa, un pranzo di pesce a Torvaianica con le Crystal ball, tutto il tempo a soffiare nelle cannucce come deficienti, e quelle bolle appiccicose che finivano sugli spaghetti e mio padre a bestemmiare in quattro lingue, ma col sorriso sulla bocca. Poi purtroppo morì nostra mamma e quel sorriso non gliel'ho più visto. E neanche le Crystal ball, a dire il vero, le ho più frequentate tanto.

(Mi Ricordo di &lt;a href="http://parolibero.splinder.com"&gt;Giggimassi&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-114962776814443126?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/114962776814443126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=114962776814443126&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114962776814443126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114962776814443126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-le-crystal-ball.html' title='Mi ricordo le Crystal Ball'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-114954566078275754</id><published>2006-06-06T01:06:00.000+03:00</published><updated>2006-06-07T14:12:00.596+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo la Worcester</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/succo_pomodoro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/succo_pomodoro.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;
Mentre sto bevendo un succo di pomodoro, mi trovo catapultata di colpo al Bar Biancaneve sul lungomare di Rapallo, tanti anni fa. Luogo abituale di ritrovo della mia famiglia da due generazioni; all'ora dell'aperitivo - mezzogiorno in stagioni non balneari, alle 19 in estate, seduti insieme a un tavolino, mamma, nonni, papà quando c'era, mio fratello e io, bambini. I grandi di solito prendevano un Punt e Mes. Mio fratello un succo di frutta, io un succo di pomodoro. Il cameriere era sempre lo stesso, si chiamava Ciccio: un'istituzione, lo conoscevano tutti, ma proprio tutti. Alto, massiccio, capelli candidi anche se era giovane. Ricordo che il mio succo di pomodoro aveva un cerimoniale affascinante. Me lo portava solennemente su un vassoio a parte: sul vassoio la bottiglietta e un bicchiere alto e stretto. Poi una minuscola caraffina colma di succo di limone. Un salino di cristallo blu e un piccolissimo macinapepe in legno chiaro. Una bottiglietta stretta, nera e misteriosa. Un lungo cucchiaino d'argento. Ciccio posava tutto sul tavolino davanti a me; versava il pomodoro, aggiungeva piano il limone, salava, pepava e poi prendeva la bottiglietta misteriosa e diceva, ogni volta lo diceva: "E ora il filtro magico". E versava due gocce marrone scurissimo. Mescolava tutto col lungo cucchiaino e mi porgeva solennemente il bicchiere, restando a scrutarmi attento mentre bevevo il primo sorso.  Aspettava di incontrare il mio sguardo quando ogni volta lo ringraziavo sorridendo "Grazie Ciccio, è speciale!" e ogni volta rispondeva "E' il filtro magico. Ora sei invincibile". Mi sentivo Asterix che beveva la pozione del Druido. Invincibile. Fortissima. Sicura. Dagli inizi del 1960 a quelli del '70, non so quanti litri di pomodoro Ciccio mi ha preparato. E anche se presto scoprii che il filtro magico si chiamava Worcester, ogni volta si ripeteva la magia.  Invincibile. Fortissima. Sicura. Da allora avrò bevuto altrove centinaia di succhi di pomodoro; me lo preparo anche oggi spessissimo da sola, filtro magico compreso. Ma mai più, proprio mai più, ho ottenuto lo stesso risultato.

(Ricordo di &lt;a href="http://placidasignora.splinder.com"&gt;Placida Signora&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-114954566078275754?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/114954566078275754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=114954566078275754&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114954566078275754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114954566078275754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-la-worcester.html' title='Mi ricordo la Worcester'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-114946046001863593</id><published>2006-06-05T01:31:00.000+03:00</published><updated>2006-06-09T13:24:26.286+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo La roba pazza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/pallapazza.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/pallapazza.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo la Roba Pazza che Strumpallazza. Mi ricordo che la Roba  
Pazza che Strumpallazza era una palla di colore arancione che la  
lanciavi e non sapevi mai dove andava. Mi ricordo che la Roba Pazza  
che Strumpallazza aveva sopra disegnati gli occhi e la bocca, su  
alcune faceva la lingua, su altre aveva un po' l'espressione di  
quelli che hanno il mal di mare. Adesso che ci penso questa cosa  
aveva un suo senso. Mi ricordo che dopo un po' che ci giocavi la  
faccia che c'era disegnata sopra andava via. Mia zia me ne aveva  
regalata una, di roba pazza che strumpallazza, e dopo un po', era  
vero, la faccia che c'era disegnata sopra, era andata via. Allora  
dopo che era andata via mi era venuta voglia di vedere cosa c'era  
dentro, io mi immaginavo delle tecnologie fantascientifiche, allora  
l'avevo tagliata in due con un coltello, e dentro c'era solo un pezzo  
di metallo disposto fuori asse. Ecco, lì la Roba Pazza che  
Strumpallazza mi era sembrata un po' una delusione.        


(Ricordo di &lt;a href="http://eiochemipensavo.diludovico.it"&gt;Eiochemipensavo&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-114946046001863593?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/114946046001863593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=114946046001863593&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114946046001863593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114946046001863593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-la-roba-pazza.html' title='Mi ricordo La roba pazza'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-114933325897221249</id><published>2006-06-03T14:11:00.000+03:00</published><updated>2006-10-17T22:45:17.230+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo Happy Days</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/hdc300.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/hdc300.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Alla fine degli anni ’70 andò in onda Happy Days. Fu una scoperta “sconvolgente”. Noi ragazzi potevamo “essere” Fonzie, e riconoscere in altri Ralph Malph, oppure Potsie Weber oppure Ricky Cunningham, anche se erano più grandi di noi. Eh sì, potevamo già ragionare in quei termini. Avevamo già le Jenny Pikalow, le Sottiletta, le “famigerate” ed espansive gemelle. Chissà, qualcuno di noi avrà ritrovato in Marion e Howard  un po’ i suoi genitori. Mi ricordo che, in televisione, la cosa più importante da vedere era Happy Days. Dopo Happy Days, la cosa più importante era fare le cose che si vedevano in Happy Days.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-114933325897221249?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://melpunk.splinder.com' title='Mi ricordo Happy Days'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/114933325897221249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=114933325897221249&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114933325897221249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114933325897221249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/06/mi-ricordo-happy-days.html' title='Mi ricordo Happy Days'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28567164.post-114833995082762591</id><published>2006-05-23T02:18:00.000+03:00</published><updated>2006-06-03T22:06:34.366+03:00</updated><title type='text'>Mi ricordo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/1600/miricordo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/3498/1061/320/miricordo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;

Mi ricordo. 
Georges Perec ne scrisse centinaia di Mi ricordo. Un libro intero per fermare frammenti di memoria individuale ma, anche, condivisibili collettivamente. Questo blog sarà un esercizio di memoria, di memorie. L'intento è, per così dire, lo stesso. Ricordare. Trattenere ciò a cui la mia/nostra identità può essersi "impigliata". Tutto è Mi ricordo, basta che sia un Mi ricordo "riconoscibile" da tutti, condivisibili. In cui ci si possa riconoscere. Più o meno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28567164-114833995082762591?l=mi-ricordo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/feeds/114833995082762591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28567164&amp;postID=114833995082762591&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114833995082762591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28567164/posts/default/114833995082762591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mi-ricordo.blogspot.com/2006/05/mi-ricordo.html' title='Mi ricordo'/><author><name>melpunk</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10512930813413427609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry></feed>
